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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/04/2012  -  stampato il 28/02/2017


Aggressioni in carcere: agente di Polizia Penitenziaria aggredita da detenuto che le rompe un piede

E' stata aggredita da un detenuto straniero, con una violenza tale da procurarle la frattura di un piede, per la quale dovrà essere a breve operata. E' accaduto ieri pomeriggio ad un agente della Polizia Penitenziaria del carcere genovese di Marassi.

L’agente addetto all’area passeggi della Seconda Sezione, che da sola curava il rientro nelle celle di circa 250 detenuti, è stata improvvisamente aggredita da un carcerato di etnia marocchina. Il motivo è dovuto dal fatto che il detenuto perdeva tempo nel rientrare in cella e sostava nell'area passeggi e, per questo, era stato più volte richiamato dall’agente. Il detenuto si però è scagliato improvvisamente contro l’agente, e un solo poliziotto è intervenuto a difesa della collega, riuscendo così ad evitare più gravi conseguenze. 

“Questa aggressione ci preoccupa - spiega Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe - La carenza di personale di Polizia Penitenziaria a Marassi, oltre 130 Agenti in meno rispetto all’organico previsto , il costante sovraffollamento della struttura, erano 820 i detenuti presenti il 31 marzo scorso, oltre il 60% dei quali gli stranieri, rispetto ai 450 posti letto regolamentari, con le conseguenti ripercussioni negative sulla dignità stessa di chi deve scontare una pena in celle affollate oltre ogni limite e soprattutto di chi in quelle sezioni deve lavorare rappresentando lo Stato come i nostri Agenti, sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi.

Spesso, come a Marassi, il personale di Polizia Penitenziaria è stato ed è lasciato da solo a gestire all’interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale e di tensione, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Intanto le tensioni in carcere crescono in maniera rapida e preoccupante, come dimostra il grave episodio contro il nostro Agente a Marassi: bisogna intervenire tempestivamente per garantire adeguata sicurezza agli Agenti e alle strutture, punendo con severità e fermezza coloro che si rendono responsabile di aggressioni ai Baschi Azzurri.

Ma l’auspicio è che la classe politica ed istituzionale del Paese faccia proprie le importanti e pesanti parole dette dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulle nostre carceri “terribilmente sovraffollate” e ci si dia dunque da fare, concretamente e urgentemente, per una nuova politica della pena, necessaria e non più differibile, che ‘ripensi’ organicamente il carcere e l’Istituzione penitenziaria, che preveda circuiti penitenziari differenziati a seconda del tipo di reato commesso ed un maggiore ricorso alle misure alternative per quei reati di minor allarme sociale con contestuale impiego in lavori di pubblica utilità per il recupero ambientale del territorio. Oltre alla non più rinviabile espulsione dei detenuti stranieri condannati per fare scontare loro la pena nelle prigioni del Paese di provenienza".

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