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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/04/2012  -  stampato il 02/12/2016


Poliziotto Penitenziario querela Onorevole parlamentare dopo lite stradale: il PM archivia il procedimento

Il pm di Milano Grazia Pradella ha chiesto l’archiviazione nel procedimento aperto contro il parlamentare novarese Gianni Mancuso (Pdl) per la lite fra automobilisti avvenuta il 30 marzo 2011 in tangenziale a Milano, nei pressi dell’uscita di Cusago, con Francesco Gravina, di Ossona, Assistente Capo della Polizia Penitenziaria in servizio al carcere minorile Beccaria di Milano.

Proprio il poliziotto aveva presentato querela contro il politico. Secondo il pm ci si trova di fronte a due versioni contrapposte ed è difficile stabilire chi ha ragione e chi torto. Di qui la richiesta di archiviazione, sulla quale si dovrà ora pronunciare il gip. Una richiesta a cui farà opposizione l’agente Gravina: «Trovo assurda la conclusione cui è arrivata la Procura. Ci sono testimoni che hanno visto chiaramente la lite e che hanno dichiarato che l’onorevole Mancuso impugnava un bastone».

Replica il parlamentare novarese: «Il pubblico ministero valuta sopra le righe il comportamento del poliziotto. Si è presentato come una sorta di sceriffo: peccato che durante le indagini è emerso che da tre anni era privo di patente perché aveva perso tutti i punti. E risulta anche che il suo ruolo di servizio sia “macchiato” da alcuni provvedimenti disciplinari». L’interessato nega: «Ho sempre avuto il massimo dei voti nelle classifiche annuali».

Secondo quanto raccontato dall’agente, il giorno dei fatti lui aveva sterzato nella corsia di emergenza per evitare un autobotte. Dall’auto dietro di lui sarebbe sceso Mancuso: secondo la guardia penitenziaria viaggiava nella corsia d’emergenza. Ne era nata una discussione accesa con pugni e testate e, sempre in base a quanto denunciato da Gravina, l’onorevole l’aveva colpito con un manganello. Mancuso ha sempre respinto le accuse.