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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/05/2012  -  stampato il 07/12/2016


Accordi con il Marocco: esecuzione della pena nel paese di origine

Si stringono i rapporti tra Italia e Marocco anche sul fronte della giustizia. L'incontro di oggi, tra il Ministro di Giustizia Paola Severino ed il ministro dei marocchini residenti all'estero Abdellatif Maazouz, si è svolto proprio sul tema della collaborazione reciproca. Il tema maggiormente affrontato è stato quello di creare dei nuovi accordi affinchè le persone marocchine condannate in Italia, scontino la loro pena nel paese di origine.
In pratica questa accordo servirebbe per svuotare le carceri, che “ospitano” 4800 detenuti marocchini, ed alleggerire il carico di lavoro della Polizia Penitenziaria. Presente all'incontro anche Tamburino. (ndr)
 
Rafforzare la cooperazione giudiziaria tra Italia e Marocco, che gia' nel settore civile e commerciale si e' concretizzata in proficui accordi bilaterali. E' stato questo il tema al centro del colloquio avuto stamane, presso il ministero della Giustizia, tra il Guardasigilli Paola Severino e il ministro dei marocchini residenti all'estero Abdellatif Maazouz. 
 
In particolare, Severino ha auspicato che quanto prima vengano stipulati nuovi accordi per l'estradizione e per l'esecuzione della pena nel Paese di origine dei marocchini condannati in Italia. 
 
A oggi, ha fatto notare il presidente del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Giovanni Tamburino, presente all'incontro, le persone di nazionalita' marocchina detenute nelle carceri italiane sono circa 4.800, di cui 2.600 con sentenza definitiva. "Credo fermamente nella funzione rieducativa della pena - ha sottolineato Severino -. Un accordo bilaterale con un Paese del Mediterraneo a noi vicino come il Marocco consentirebbe a questo gran numero di condannati di espiare la pena in prossimita' del tessuto familiare e sociale di origine". 
 
Con il ministro Maazouz si e' pertanto convenuto di istituire un tavolo tecnico Italia-Marocco, cosi' da gettare le basi per la stipula di un trattato bilaterale sul trasferimento delle persone condannate.
 
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