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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/05/2012  -  stampato il 10/12/2016


Carcere di Sughere: agenti penitenziari senza riscaldamento e 4 detenuti a cella

A maggio dovrebbe riaprire un'ala del carcere di Sughere, dopo anni di rimandi e rimbalzi; riapre, si, ma non come avrebbe dovuto. Il carcere doveva essere ristrutturato perchè ritenuto una struttura detentiva fatiscente. Nonostante la riduzione del numero di detenuti, questo carcere risulta essere ancora affollato, visto che i detenuti rimasti sono stipati in due sole ali. Non se la passano bene neanche gli agenti penitenziari che sono costretti a lavarsi, spesso, con acqua fredda anche in pieno inverno. I 7 direttori del carcere che si sono passati la palla non hanno risolto praticamente nulla. (ndr)

Doveva essere tutto pronto già dallo scorso gennaio. Poi la data prevista è slittata a primavera, aprile forse maggio. Ma i lavori di ristrutturazione delle Sughere sono ancora in alto mare. Se tutto va ben i cantieri saranno chiusi a settembre. Intanto il carcere, nonostante la popolazione dei detenuti sia stata ridotta di due terzi, paradossalmente continua a scoppiare.

Sono 130 le persone all’interno, ma sono ammassate tutte in due sezioni, l’ex femminile e un altro padiglione vicino al campo sportivo. Quest’ultimo è il più affollato e ospita circa 85 detenuti. Sovraffollamento. Come testimoniato dal senatore Marco Filippi, che nei giorni scorsi si è recato in visita alle Sughere insieme alla collega Silvia della Monica, ci sono celle che ospitano tre e persino quattro detenuti. Un problema quello del sovraffollamento, che ha sempre afflitto le Sughere: prima dello svuotamento, cominciato all’inizio dello scorso dicembre, c’erano 450 detenuti su una capienza di 270. Risulta paradossale in ogni caso che ora che le persone sono diminuite di oltre due terzi, il problema continui a sussistere.

Oltre tutto l’esodo dei detenuti delle Sughere e il fatto che il carcere sia fermo sta intasando non poco Sollicciano e Porto Azzurro, dove la situazione è critica. Lavori lenti e incompleti. Lo scopo dei lavori tuttora in corso è quello di ristrutturare alcuni padiglioni che sono risultati fatiscenti, come hanno dimostrato le ispezioni ministeriali svolte a fine dello scorso anno. Al termine della ristrutturazione, il carcere ospiterà altri cento detenuti, che in tutto dovrebbero diventare circa 230 (con le donne escluse). Ma c’è il rischio che i due padiglioni oggi ancora occupati non vengano ristrutturati e restino quindi fatiscenti. Lo sottolinea il segretario provinciale della Uil penitenziari, Mauro Barile: «Le strutture che ora ospitano i 130 detenuti sono vecchie e piene di problemi.

E per ora lì non sono previsti i lavori». Caserma agenti fatiscente. Ma cade a pezzi anche la caserma degli agenti: «Un anno fa delle aree furono transennate dai vigili del fuoco - dice Barile - senza contare che sono anni che la nostra zona ha problemi, primi fra tutti la vetustà degli impianti idraulici e fognari. Spesso i colleghi sono costretti a fare la doccia con acqua fredda senza contare che capita anche che l’acqua non scenda per niente. Funziona male anche l’impianto di riscaldamento: spesso d’inverno si gela. Così non si può continuare a lavorare.

Finalmente, pochi giorni fa, c’è stata un’ispezione di tecnici venuti da Roma che hanno verificato tutte le criticità. Auspichiamo una rapida soluzione». Il balletto dei direttori. I numerosi problemi delle Sughere negli ultimi 2-3 anni sono stati aggravati anche dalla direzione a dir poco traballante. Dalla fine dal 2009 ad oggi, dopo l’uscita di Anna Carnimeo, si sono succeduti direttori pro tempore e non quali Paolo Basco, Maria Grazia Giampiccolo (che è a Volterra e Gorgona), Santina Savoca (che è in pole position per il prossimo incarico livornese)Ottavio Casarano, che è andato via una quindicina di giorni fa, e l’attuale Paolo Sanna che è pro tempore (Porto Azzurro).

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