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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/05/2012  -  stampato il 04/12/2016


Vietti (CSM) in visita a Rebibbia: "effettivitą della pena affidata alla Polizia Penitenziaria"

"Serve una drastica depenalizzazione di un sistema giudiziario sovrabbondante per cui tutto è reato, che provoca processi lunghi i quali spesso vanno in prescrizione e nei quali manca la certezza finale della pena". E' l'esigenza richiamata dal vicepresidente del Csm Michele Vietti,al termine della visita al carcere romano di Rebibbia, la prima in assoluto in un penitenziario da parte di una delegazione ufficiale del Consiglio superiore della magistratura.

Vietti chiede "depenalizzazione e decarcerizzazione: non è possibile - spiega - punire tutto con il carcere, nell'illusione della costruzione di nuovi fantomatici penitenziari, mentre quelli esistenti scoppiano. Finora sulle nuove carceri abbiamo sempre sentito grandi annunci ma visto pochi fatti".Quanto all'ipotesi di un'amnistia, il vicepresidente del Csm mette le mani avanti: "Non spetta a me, per il ruolo che ricopro, intervenire sul tema. La decisione sull'amnistia spetta al Parlamento ed eventualmente al governo, nel caso se ne intenda fare promotore. Certo - aggiunge - richiede una maggioranza qualificata per la quale non credo ci siano le condizioni perché possa costituirsi", mentre definisce "sciagurata l'idea avuta in passato di fare un indulto senza prevedere un'amnistia: si sono risolti pochi problemi e se ne sono lasciati aperti molti di più".Vietti, accompagnato dal capo del Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Giovanni Tamburino ha incontrato i rappresentanti della Polizia Penitenziaria e delle altre professionalità dirigenziali e amministrative che operano a Rebibbia e un gruppo di detenuti.

"Sappiamo che si tratta di un lavoro quanto mai importante e difficile - ha sottolineato al termine della visita Vietti, rivolgendosi ai poliziotti penitenziari - l'effettività della pena è affidata a voi e non è certamente un aspetto secondario del sistema giudiziario. La vostra difficoltà si misura con la sfida dell'intento rieducatore che la nostra Costituzione vuole sia connesso con l'espiazione della pena, un compito dunque molto più delicato della semplice custodia".Intervenendo nell'istituto penitenziario, dove è stato girato il film 'Cesare deve morire' dei fratelli Taviani che ha conquistato l'Orso d'Oro al Festival di Berlino e diversi David di Donatello, Vietti ha esortato a "uscire dei vecchi schemi con i quali è stata gestita finora la realtà carceraria".

Sia i poliziotti che i detenuti hanno lamentato il sovraffollamento, la carenza di risorse e di organici, chiedendo che "si abbandoni la via dell'emergenza che ci accompagna da decenni". Dal suo canto, il vicepresidente del Csm ha osservato che "la collaborazione si fa anche fornendo suggerimenti su quella che è la modalità fondamentale del sistema giudiziario, ovvero l'esecuzione della pena".

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