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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/05/2012  -  stampato il 09/12/2016


Carcere di Sassari: manca l'acqua, serbatoi svuotati, detenuti in protesta

Tre giorni a secco, tre giorni di emergenza e di pena aggiuntiva per i 220 detenuti del carcere di San Sebastiano rimasto senz’acqua a causa di un guasto alla rete idrica cittadina.
 
Per evitare una deriva inquietante sotto il profilo igienico è dovuta intervenire la Protezione civile che ha rifornito la casa circondariale di via Roma attraverso le sue autobotti, ma i disagi sono stati tanti.
 
Nei giorni in cui l’erogazione è stata interrotta dalle 23 alle 4 del mattino (da giovedì 10 fino a ieri) per consentire un intervento nella condotta tra Monte Oro e via Milano, i due serbatoi di San Sebastiano si sono praticamente svuotati. Di conseguenza l’acqua è stata razionata e ai detenuti non è rimasto altro che riempire bottiglie e contenitori nel breve tempo in cui i rubinetti nelle celle erano attivi. Riserve che dovevano bastare per l’intera giornata e per tutte le necessità, compreso il risciacquo del water. Una situazione al limite, se si considera che la densità di popolazione del carcere cittadino va ben oltre ogni situazione accettabile: in molte celle alloggiano fino a sette detenuti con uno spazio vitale ridottissimo. Per tutti i giorni di black-out idrico - da ieri la situazione sembra essere tornata alla normalità -, nessuno ha potuto fare la doccia o radersi. La direzione ha pensato a distribuire l’acqua potabile - anche se i parenti dei detenuti dicono che fino a sabato le bottiglie di minerale non erano arrivate nelle celle - ma c’è voluta tanta pazienza per sopportare gli inevitabili disservizi.
 
«Quando manca l’acqua e i servizi igienici non sono agibili le scuole restano chiuse - commenta esasperato il direttore Francesco D’Anselmo -. Ma siccome il carcere non si può chiudere vorrei sapere che cosa fare in situazioni come questa. Non è la prima volta che accade, anzi, direi che ci troviamo nei guai con una certa frequenza. E tutto questo senza uno straccio di avviso da parte di Abbanoa». Il direttore si scaglia contro il gestore dell’acqua perchè già da tempo aveva chiesto, tramite il prefetto, di essere avvisato in anticipo in caso di interventi programmati. «È ciò che viene fatto regolarmente - replica Abbanoa attraverso l’ufficio stampa -. Piuttosto non riusciamo a capire perchè i serbatoi non vengano riempiti durante il giorno,quando l’acqua non è interrotta».
 
Insomma, un battibecco che non risolve i problemi e che lascia i detenuti, già provati da condizioni di vita carceraria di cui purtroppo si parla in tutta Italia, nel disagio più assoluto. «Sono strettissimi nelle celle - dicono le mogli, le madri e le sorelle che tutte le settimane vanno a trovare i propri cari -, tutto il quel posto funziona male. Non riusciamo a fargli recapitare una lettera se non dopo tanto tempo, spesso non è possibile versare i soldi perchè prendano qualcosa allo spaccio. Davvero stare a San Sebastiano è una pena in più che i nostri parenti devono scontare».
 
Intanto, sembra che ieri l’acqua sia tornata e i detenuti che ne avevano necessità si sono potuti fare una doccia. L’approvvigionamento tuttavia resta razionato in attesa di capire se i serbatoi del carcere hanno raggiunto un livello accettabile. Resta in vece il problema delle condotte che collegano l’impianto di sollevamento di Monte Oro alla città, perennemente in panne. Non ci sono soldi e Sassari dovrà accontentarsi chissà per quanto tempo, di un servizio a singhiozzo.