www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/05/2012  -  stampato il 05/12/2016


Annuale della Polizia Penitenziaria: il Sappe, maggiore Sindacato della Polizia Penitenziaria, non parteciperÓ

"Aumentare il ricorso alle misure alternative alla detenzione, espellere i detenuti stranieri e favorire nuovi circuiti penitenziari". Queste le richieste del Sappe che stamattina non parteciperà alla cerimonia del 195° anno dalla fondazione della Polizia Penitenziaria.

''Il SAPPE, sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria non partecipera' alla cerimonia e manifestera' a partire dalle 9.30 nelle adiacenze della Scuola, in via del Pescaccio, per denunciare le troppe criticita' con le quali quotidianamente devono fare i conti i baschi azzurri''. E' quanto si legge in una nota del SAPPE. ''Ad avviso del SAPPE -prosegue la nota- parlare di Festa, in questo particolare periodo, per i poliziotti penitenziari, e' ipocrita. Sono tante le ragioni per le quali manifesteremo''. Il sindacato le ha scritte in una lettera inviata al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

'Quel che serve sono vere riforme strutturali sull'esecuzione della pena: riforme che non vennero fatte con l'indulto del 2006, che si rivelo' un provvedimento tampone del tutto privo di efficacia'', scrive il segretario generale del SAPPE, Donato Capece. ''Il sovraffollamento degli istituti di pena -si legge ancora nella lettera del SAPPE al Presidente della Repubblica- e' una realta' che umilia l'Italia di fronte al resto dell'Europa e costringe i poliziotti penitenziari a gravose condizioni di lavoro''. 

 

I poliziotti e le poliziotte penitenziarie, ad esempio, spiega ancora il SAPPE nella lettera a Napolitano, ''nel solo 2011 sono intervenuti in carcere salvando la vita ai 1.003 detenuti che hanno tentato di suicidarsi e hanno impedito che i 5.639 atti di autolesionismo posti in essere da altrettanti ristretti potessero degenerare e avere ulteriori gravi conseguenze. Hanno fronteggiato oltre 730 episodi di aggressione e circa 3.500 colluttazioni'' Per il SAPPE, '' si dovrebbe aumentare il ricorso alle misure alternative alla detenzione, espellere i detenuti stranieri e favorire nuovi circuiti penitenziari, tali ad esempio da permettere ai tantissimi tossicodipendenti oggi in cella di espiare la pena nelle comunita' di recupero.
 
Ma rispetto a questo -rimarca Capece- il mondo della politica, che pure potrebbe e dovrebbe assumere iniziative concrete, sembra distratto e preferisce soluzioni tampone che poco o nulla incidono sulla gravita' della situazione. ''Non crediamo che l'amnistia, da sola, possa risolvere tutte le criticita' del settore -conclude il leader del SAPPE- crediamo invece che sia davvero giunta l'ora che la classe politica rifletta seriamente sulle Sue parole, intervenendo con urgenza per deflazionare il sistema carcere del Paese, che altrimenti rischia ogni giorno in piu' di implodere''.