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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/05/2012  -  stampato il 10/12/2016


Ucciso un poliziotto durante una rivolta in un carcere del Missisipi

Momenti di frenesia in un carcere nel Mississippi: una rivolta dei detenuti che è andata avanti per l’intera giornata di domenica ha ucciso un poliziotto di 23 anni – di cui il nome non è noto – e molti altri impiegati sono stati feriti. Secondo le notizie a disposizione, il carcere “conteneva migliaia di immigrati irregolari” che da tempo si lamentavano per i maltrattamenti nella struttura.

 

LA RIVOLTA - Siamo a Natchez, dove la struttura da 2500 posti ed oltre “ospita immigrati illegali di sesso maschile per conto dell’FBI” Secondo Associated Press che cita un portavoce per l’ufficio dello sceriffo, “il poliziotto è morto nel tragitto verso l’ospedale”; anche tre detenuti fra i feriti, uno dei quali con ferite da coltello. La prigione è privatizzata e gestita dal Corrections Corp. of America, una società appunto privata. Lo sceriffo riferisce che la rivolta è scoppiata in pieno pomeriggio, intorno alle 2, per concludersi intorno alle 11: pare che a farla iniziare siano state “regolamenti di conti” fra i detenuti, ma secondo il Daily Mail il tutto è diventato velocemente un’occasione per protestare contro “i maltrattamenti” da parte del personale della prigione.
 
MOMENTI DI CRISI - “Fra i 200 e i 300 detenuti stavano causando i peggiori problemi, inclusa l’accensione di un fuoco durante la notte. Ad un certo punto, fiamme e fumo erano visibili da fuori la prigione; i rivoltosi, in una fase particolarmente critica, hanno preso delle persone in ostaggio. I detenuti non erano armati con armi tradizionali” ma piuttosto con dispositivi d’offesa improvvisati come “cestini dell’immondizia, scopettoni e legno staccato dai letti a castello e lavatoi”: il poliziotto morto è stato ucciso con un colpo alla testa . Al momento della diffusione delle notizie la situazione era in via di normalizzazione, continua AP: in tarda serata il personale della prigione è riuscito infatti a ricondurre i detenuti in cella.