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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/05/2012  -  stampato il 04/12/2016


Nuovo carcere di Cagliari non potrÓ aprire: Caligaris, mancano allacci fognari

Il nuovo carcere di Cagliari Uta è lontano dall'essere inaugurato: mancano gli allacci alla rete fognaria, altri servizi e soprfattutto gli agenti di Polizia Penitenziaria da impiegare.
 
Non sarebbe possibile l'apertura parziale del nuovo penitenziario di Cagliari. "L'intenzione espressa dal Ministro della Giustizia Paola Severino di aprire il nuovo carcere di Cagliari-Uta per blocchi non e' praticabile e non favorira' quindi la riduzione del sovraffollamento di Buoncammino". Lo sostiene Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione 'Socialismo Diritti Riforme' perche' "le strutture penitenziarie, secondo il dettame costituzionale e la legge sull'ordinamento penitenziario - spiega Caligaris - devono garantire ai ristretti condizioni di vita compatibili con i bisogni dei familiari e con la sicurezza. Due aspetti, allo stato attuale, non praticabili a Uta".
 
"Appare evidente che - sottolinea Caligaris - gli allacci fognari, cosi' come l'infermeria, infrastrutture indispensabili per la fruibilita' del carcere, non possono funzionare per un blocco o addirittura essere inesistenti. Cosi' come e' indispensabile fornire servizi pubblici di collegamento per gli impiegati degli uffici amministrativi, per gli agenti di Polizia Penitenziaria, per i familiari dei detenuti. C'e' poi del tutto irrisolto il rebus di quale personale dovra' garantire la sicurezza contemporaneamente nei due Istituti e come potra' risultare efficiente una nuova struttura penitenziaria in un'area in cui nel frattempo ci sono operai di una ditta che stanno lavorando".