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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/05/2012  -  stampato il 08/12/2016


Detenuti con pił di 5 anni di condanna non possono votare: Europa da ragione all'Italia

Diritto di voto in carcere: con condanna a più di cinque anni di prigione, si perde temporaneamente il diritto di voto alle elezioni.

La Corte europea dei diritti umani, con una sentenza definitiva, ha stabilito oggi che la legge italiana che nega il diritto di voto a chi è stato condannato a una pena di oltre cinque anni non viola la convenzione europea dei diritti dell'uomo.

La sentenza, emessa dalla Grande Camera della Corte di Strasburgo, va in senso contrario a quella con cui il 18 gennaio del 2011 una delle Camere aveva condannato l'Italia per la violazione della liberta' di voto dei detenuti. Secondo i giudici della Grande Camera, che hanno accolto le tesi presentate dal governo italiano nel ricorso contro la prima sentenza, la legge italiana non impone - come era stato stabilito nella prima sentenza - una restrizione generalizzata, automatica e indiscriminata del diritto di voto dei detenuti.

''La legge italiana, nel definire le circostanze in cui un individuo puo' essere privato del diritto di voto, mostra che l'applicazione di questa misura e' legata alle circostanze particolari di ogni caso e che vengono presi in considerazione fattori come la gravita' del reato commesso e la condotta del detenuto'', viene sottolineato nella sentenza. Ma soprattutto i giudici europei hanno tenuto conto, nell'assolvere l'Italia, che una volta scontata la pena, l'ex detenuto, attraverso la norma che regola la riabilitazione, puo' riottenere il diritto di voto.

ANSA