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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/05/2012  -  stampato il 09/12/2016


Terremoto in Emilia Romagna: niente danni al carcere della Dozza di Bologna

Per mille e passa detenuti e detenute della Dozza, e anche per il personale della Polizia Penitenziaria e per i dipendenti amministrativi, quelli di oggi sono stati momenti terribili, se possibile ancora più pesanti che all’esterno. I reparti al terzo piano hanno oscillato come banderuole al vento. Ovunque si sono sentiti i pavimenti vibrare sotto i piedi. Negli intonaci si sono aperte crepe. "È stato molto peggio che domenica notte. Allora dormivano quasi tutti. Oggi tutti erano svegli". All’ora della prima scossa, le 9, i detenuti stavano per scendere nei cortili del passeggio e li hanno raggiunti "senza particolari complicazioni". Sono stati sospesi i colloqui con i parenti, rimandati indietro, per non avere anche loro da gestire in una situazione critica. Poi, grazie a una deroga, hanno potuto telefonare a casa le persone con familiari nelle zone dissestate dal sisma. E per verificare lo stato dei muri segnati dalle crepe, "per precauzione", sono stati chiamati i vigili del fuoco. 

"Nessun danno strutturale, la Dozza tiene". Ma tra le 12.56 e le 13.01 la paura è tornata, con le altre scosse violente. La direttrice Ione Toccafondi e il comandante della polpenitenziaria, Roberto Di Caterino, in due riprese hanno fatto il giro dei reparti e cercato di tranquillizzare tutti. "Le porte delle celle — garantiscono — state lasciate aperte", per alleggerire la tensione e l’ansia. Al Pratello, in mattinata, i ragazzi del minorile sono stati portati nel campo da calcio in cortile. Sospese le attività, sono rientrati in istituto per il pranzo per poi tornare fuori nel primo pomeriggio. Più problematica la situazione all’attiguo centro di prima accoglienza e alla comunità ministeriale. "Sono in un budello — ricorda il procuratore capo minorile, Ugo Pastore — e non c’è un luogo di sfogo, in caso di pericoli seri. Per questo abbiamo scritto al nostro dipartimento. Deve essere predisposto un piano ad hoc, per stabilire dove portare gli ospiti di Cpa e comunità se dovesse scattare l’allarme rosso. Il cortiletto che hanno non è idoneo, non basta". 

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