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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/06/2012  -  stampato il 08/12/2016


Poliziotti penitenziari cinesi vengono licenziati se maltrattano i detenuti

 Le realtà delle carceri italiane tornano a fare un confronto con le carceri cinesi. Una nuova disposizione punisce i poliziotti penitenziari se maltratteranno di detenuti (ndr)

 
I poliziotti penitenziari cinesi subiranno provvedimenti che vanno dalla retrocessione al licenziamento, se colpevoli di abusi sui detenuti o conniventi nei maltrattamenti. A stabilirlo e' una disposizione pubblicata mercoledi' dal ministero della Supervisione. 
Secondo il documento, i poliziotti verranno licenziati se i detenuti muoiono a causa di loro percosse, punizioni corporali o maltrattamenti, cosi' come per falsificazioni o connivenza in tali comportamenti; licenziamento previsto anche per coloro che nascondono attivita' criminali dei detenuti o che aiutano la loro fuga. La disposizione, che entrera' in vigore dal primo luglio, fornisce una guida disciplinare per la polizia nelle carceri e nei campi di lavoro: chi infrangera' la legge dovra' affrontare accuse penali.
 
Nel 2006 era stato promulgato un divieto in sei articoli che regolava la condotta della polizia nelle prigioni e nei campi di lavoro, proibendo abusi sui detenuti, la riscossioni di soldi o beni dalle famiglie dei prigionieri, le scommesse e l'uso di alcol nelle ore di lavoro. Secondo gli analisti la disposizione pubblicata ieri, piu' specifica e esauriente, tutelera' con maggior efficacia i diritti e gli interessi dei detenuti, infliggendo inoltre provvedimenti che andranno da ammonizioni al licenziamento in casi di corruzione, che spesso riguardano la riscossione di tangenti dalle famiglie dei detenuti o l'appropriazione indebita dei beni personali dei prigionieri.
ansa