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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/06/2012  -  stampato il 02/12/2016


Calcio scommesse: nel carcere di Marassi trovato un telefono cellulare in una cella dove era uno degli arrestati

Un telefono cellulare è stato trovato nel pomeriggio in una cella del carcere genovese di Marassi dove si trova detenuta una persona coinvolta nello scandalo del calcioscommesse. La notizia è stata diffusa dal sindacato Sappe.
 
«L’episodio ci impone di tornare a chiedere al Dap interventi come, la dotazione di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l’indebito uso di telefoni cellulari», dice Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria.
 
La scoperta del telefonino è avvenuta, dice il Sappe, «grazie all’attenzione e alla professionalità del personale». Il sindacato sottolinea che non è al momento possibile sapere come il telefonino sia entrato in carcere e a chi fosse in uso. «Lo accerteranno gli approfondimenti investigativi».
 
«A nostro avviso - conclude Martinelli - appaiono indispensabili interventi immediati compresa la possibilità di “schermare” gli istituti penitenziari per neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e quella di dotare tutti i reparti di Polizia Penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenità lavorativa ed efficienza istituzionale, anche attraverso adeguati ed urgenti stanziamenti finanziari».
 
Nel carcere genovese di Marassi l’unico detenuto accostato allo scandalo del calcioscommesse è il pregiudicato di origine bosniaca Safet Altic, recluso non per reati connessi allo scandalo del calcio, bensì al traffico di stupefacenti. Altic il 10 maggio del 2011 è stato sorpreso dagli investigatori nel ristorante genovese l’Osteria del Coccio dove c’erano anche Beppe Sculli, all’epoca dei fatti alla Lazio, e Mimmo Criscito.


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