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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/06/2012  -  stampato il 10/12/2016


Tamburino: delegare i poliziotti penitenziari a semplici vigilanti "dinamici"

 Il Dap sta pensando seriamente a rendere il carcere italiano una struttura autogestita dai detenuti. Il succo della questione è che si vorrebbe ridurre il personale, portando lo ad un quarto di quanto è adesso. Il capo del Dipartimento Tamburino, attraverso una circolare, vorrebbe delegare i poliziotti penitenziari a semplici vigilanti rendendo le carceri ancora meno sicure di quello che sono oggi. (ndr)

 
Pensare a un regime penitenziario aperto; a sezioni detentive sostanzialmente autogestite da detenuti previa sottoscrizione di un patto di responsabilità favorendo un depotenziamento del ruolo di vigilanza della Polizia Penitenziaria, relegata ad un servizio di vigilanza dinamica che vuol dire porre in capo ad un solo poliziotto quello che oggi lo fanno quattro o più Agenti, a tutto discapito della sicurezza e mantenendo la fattispecie penale della colpa del custode; ebbene, tutto questo è fumo negli occhi. 
 
La realtà penitenziaria è che nelle carceri ci sono 45mila posti letto e nelle celle sono invece stipate 67mila persone; che la Polizia penitenziaria ha settemila agenti in  meno, che i Baschi Azzurri non fanno formazione ed aggiornamento professionale perché l’Amministrazione evidentemente ha altro a cui pensare, come anche per le conseguenze di quell’effetto burn out dei poliziotti determinato dall’invivibilità di lavorare in sezioni detentive sistematicamente caratterizzate da eventi critici – suicidi, tentati suicidi, aggressioni, risse, atti di autolesionismo, colluttazioni. 
 
Non ha fatto niente il DAP, su tutto questo. Anziché gettare fumo negli occhi e consegnare le carceri italiane all’autogestione dei detenuti, ci dicano come si fa il servizio dinamico nelle grandi carceri, ad esempio Napoli Poggioreale dove ci sono più di 2.700 persone in celle idonee ad ospitarne poco più di 1.500, a Milano San Vittore che vede più di 1.600 detenuti stivati in celle per 700 posti o a Roma Regina Coeli, 1.100 presenze per 700 posti letto!”.
 
Dura presa di posizione di Donato CAPECE, Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE (il primo e più rappresentativo della Categoria), circa i contenuti della nota dipartimentale recentemente emanata dall’Amministrazione Penitenziaria.
 
“La circolare del DAP” prosegue CAPECE “è illegittima nella parte in cui stravolge l’organizzazione del lavoro della Polizia Penitenziaria, perché questa è materia di confronto sindacale che non c’è stato, e per tale ragione adiremo le competenti sedi della Giustizia. Ma c’è di più: la nota di Tamburino è incredibilmente anacronistica, perché si rivolge ai detenuti con pene brevi da scontare che in tutta Europa scontano la pena fuori dal carcere. 
Dovrebbe essere così anche in Italia, e per questo dovrebbe lavorare l’Amministrazione Penitenziaria piuttosto che delegittimare la Polizia Penitenziaria e consegnare le carceri all’autogestione dei detenuti. Per questo il mio invito alla Ministro della Giustizia Paola Severino Di Benedetto è di stoppare sul nascere questo provvedimento tanto pericoloso quanto inutile”.