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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/06/2010  -  stampato il 20/11/2017


Carceri/ Proposta choc di Giovanardi ad Affari:: 'Stop ai processi e ricovero per i tossici'

Piano carceri, una settimana difficile dopo il no della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati  sulle norme presenti nel disegno di legge Alfano sulla detenzione domiciliare che riguardavano l’assunzione di duemila poliziotti penitenziari. La Commissione ha anche espresso notevoli dubbi sulla norma che prevede la possibilità per i detenuti tossicodipendenti o alcol dipendenti di scontare la pena residua presso strutture sanitarie pubbliche o private accreditate. D’altronde il costo giornaliero di un detenuto è pari a 157 euro, molto di più rispetto al costo di un giorno trascorso presso una comunità terapeutica o un Servizio pubblico per le tossicodipendenze. Ogni giorno il totale dei detenuti costa agli italiani 10.588.708 euro. Ogni mese 317.661.240 euro. Ogni anno 3.811.934.880 euro. Se tornassimo ad avere i 43 mila detenuti corrispondenti ai posti letto regolamentari risparmieremmo 1.432.625.000 euro. Quasi un miliardo e mezzo di euro. Un pezzo di manovra.


Una questione che tocca da vicino il sottosegretario con delega governativa sul tema delle droghe Carlo Giovanardi, che sceglie Affaritaliani per illustrare la sua proposta per il favorire percorsi di recupero per i tossicodipendenti.

Ministro Giovanardi, come pensa di agire sul tema dei detenuti tossicodipendenti in carcere?
Dico che bisogna prevedere la possibilità per coloro che sono tossicodipendenti e hanno commesso reati,  fino a sei anni quindi anche con reati gravi, di essere affidati alle comunità. Questa norma deve essere applicata.


Legge che però non viene applicata...
La complicazione è una sola: che la sanità penitenziaria è passata alle regioni, non è più in carico al Ministero della Giustizia ma alle regioni quindi anche i pagamenti delle rette dipendono da loro. Quindi bisogna, regione per regione, fare una ricognizione. Con la normativa in vigore c'è la possibilità. Lo abbiamo già segnalato al Ministero della Giustizia. Soprattutto tenendo conto che in Italia nessuno è in carcere per l'uso personale della droga. E' un equivoco molto comune. I tossici in carcere pero ci sono perché hanno commesso altri reati e non per il solo fatto che sono tossici.

Quindi...
La normativa prevede un utilizzo di una pena alternativa al carcere nelle comunità anche per reati piuttosto gravi a scopo curativo. Il tossico in alternativa al carcere accetta di stare in una comunità di recupero per curarsi.


Ma come si può far rispettare questa legge?
Intanto la legge deve essere applicata. C'è bisogno che l'amministrazione penitenziaria insieme con le regioni e le comunità di recupero mettano in moto i meccanismi che consentano il passaggio dal carcere alle comunità di recupero. Normalmente pagando le spese che spettano alle regioni

Quali sono i vantaggi che l'applicazione di questa legge può portare? 
Consideriamo che la situazione in carcere è di grande disagio, di sovraffollamento. Non ci sono risparmi togliendo dal carcere e mettendo in clinica. Però è una questione di principio. Di civiltà. Mentre un tossico che ha finito di espiare una pena ha ancora una propensione a delinquere, se invece durante la pena viene curato e recuperato in una comunità e con processi di accesso al lavoro uscirà dal carcere avrà meno propensione a delinquere.

La legge è applicabile, è normativa vigente. L'applicazione dipende dalle regioni. Noi siamo favorevoli ad un ulteriore incremento di questa attività con l'immediato ricovero in comunità anche nel momento del processo solo con la sospensione del processo. E' una delle nostre idee proposte al ministero della Giustizia.

Floriana Rullo

Fonte: affaritaliani.it/