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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/06/2012  -  stampato il 08/12/2016


Droga in carcere dentro le scarpe, ma la Polizia Penitenziaria di Lecce la scopre

Lo stratagemma per introdurre l’hashish in carcere era davvero ingegnoso. Ma la contromossa degli agenti penitenziari si è rivelata altrettanto scaltra ed ha permesso di smascherare un detenuto di Molfetta su cui da tempo si erano addensati alcuni sospetti. 

In manette è finito così Angelo Squeo, di 32 anni, che aveva scelto un paio di scarpe da tennis per farsi recapitare in cella un etto di hashish, sperando di farla franca in caso di controlli. Il gioco, però, non è riuscito. 

I movimenti del detenuto erano da qualche tempo seguiti dagli agenti penitenziari, che avevano notato alcune situazioni poco chiare. E’ scattata quindi una lunga attività investigativa programmata con lo scopo di prevenire i fenomeni illegali all’interno della Casa circondariale. 

L’attenta osservazione è andata avanti per qualche tempo, il detenuto è stato tenuto sotto controllo e così pure quanto gli accadeva intorno. Il tutto, fino a quando non è stato recapitato al recluso, da parte di un familiare, un pacco-sorpresa: una confezione di scarpe da tennis per trascorrere più «comodamente» il soggiorno a Borgo San Nicola. Un dono apparentemente innocente, ma che si è rivelato ben presto più interessante dell’uso ordinario che si voleva far sospettare. La sostanza stupefacente, suddivisa in quattro panetti, era stata abilmente occultata all’intero delle scarpe, creando, nella parte interna di entrambe le suole, un incavo profondo quasi due centimetri, dell’ampiezza di dieci centimetri per tre. Il solco, perfettamente riempito, era poi stato coperto dalla suola interna in gomma, a sua volta accuratamente incollata allo scopo di impedire ogni eventuale controllo. Ma l’espediente, si diceva, non è stato sufficiente a confondere l’operatore di Polizia Penitenziaria addetto alla perquisizione degli effetti personali che erano pervenuti al detenuto da parte del familiare. Inevitabile, a questo punto, l’ulteriore provvedimento restrittivo a carico di Angelo Squeo. 

Il giovane, di Molfetta, si trova nell’istituto penitenziario per scontare una pena detentiva legata ad alcuni reati comuni. Da tempo, tuttavia, era tenuto d’occhio dai «Baschi blu» di Borgo San Nicola, i quali avevano predisposto un apposito servizio (proprio di recente, gli stessi agenti avevano bloccato altri tentativi di introdurre droga in carcere). Dell’arresto è stata poi informato il sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Palma.

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