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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/06/2012  -  stampato il 04/12/2016


Agente di Polizia Penitenziaria si suicida a Trapani: 35 anni, era in servizio all'Ucciardone

"Siamo sgomenti e sconvolti alla notizia di un nuovo suicidio di un appartenente alla Polizia Penitenziaria. Un agente di Polizia Penitenziaria di 35 anni, in servizio nel carcere palermitano dell'Ucciardone, si e' infatti suicidato nella sua abitazione di Trapani.

Questa tragedia avviene a pochi mesi dal suicidio di altri appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria a Formia, San Vito al Tagliamento, Battipaglia e Torino. E prima ancora altri tragici casi sono avvenuti a Mamone Lode', Caltagirone e Viterbo". E' il commento di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. "Nonostante tutte queste tragiche morti l'Amministrazione penitenziaria non ha fatto nulla per creare strutture di supporto psicologico al nostro Personale, quotidianamente impegnato in dure e difficili condizioni tali da determinare l'effetto burn out.

Le responsabilita' sono chiare. Piangiamo oggi la vittima di un'altra tragedia che ha sconvolto i Baschi Azzurri nell'indifferenza dell'Amministrazione penitenziaria. Siamo impietriti - dice Capace - per questa nuova immane tragedia immane. Ci stringiamo con tutto l'affetto e la solidarieta' possibili al dolore indescrivibile dei familiari, degli amici, dei colleghi".

"Dal 2000 ad oggi - ricorda il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria - si sono uccisi circa 100 poliziotti penitenziari, 1 direttore di istituto (Armida Miserere, nel 2003 a Sulmona) e 1 dirigente regionale (Paolino Quattrone, nel 2010 a Cosenza).
 
Da tempo sosteniamo che bisogna comprendere e accertare quanto hanno eventualmente inciso l'attivita' lavorativa e le difficili condizioni lavorative nel tragico gesto estremo posto in essere. L'Amministrazione penitenziaria, dopo la tragica escalation di suicidi degli scorsi anni - nell'ordine di 10/15 casi in pochi mesi -, accerto' che i suicidi di appartenenti alla Polizia Penitenziaria, benche' verosimilmente indotti dalle ragioni piu' varie e comunque strettamente personali, sono in taluni casi le manifestazioni piu' drammatiche e dolorose di un disagio derivante da un lavoro difficile e carico di tensioni.
 
Proprio per questo il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria assicuro' i sindacati di prestare particolare attenzione al tragico problema, con la verifica delle condizioni di disagio del personale e l'eventuale istituzione di centri di ascolto. Ma a tutt'oggi non sono stati colpevolmente attivati questi importanti Centri di ascolto e questa colpevole superficialita' su un tema tanto delicato quanto importante e' imperdonabile, se in poco tempo tanti appartenenti alla Polizia Penitenziaria si sono tolti la vita.
 
Ed e' grave che su un tema tanto delicato quanto il disagio lavorativo dei Baschi Azzurri ci sia cosi' tanta superficialita'. Chiediamo al ministro della Giustizia Paola Severino di farsi carico in prima persona di questo importante problema, anche chiedendo perche' l'Amministrazione Penitenziaria non ha fatto ancora nulla per contrastare il disagio lavorativo dei poliziotti penitenziari nonostante tutte queste morti.
 
Su queste tragedie non possono e non devono esserci colpevoli superficialita' o disattenzioni". 
 
Sappeinforma