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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/06/2012  -  stampato il 11/12/2016


Carcere in Israele: detenuti bambini iniziano lo sciopero della fame

 La giustizia è diversa in ogni paese. Il carcere in Israele è riservato anche ai minori che scontano la pena in condizioni molto difficili. Per sensibilizzare l'opinione pubblica, i piccoli detenuti del carcere di Hasharon hanno iniziato lo sciopero della fame. (ndr)

 
ISRAELE - Venti bambini detenuti nel carcere israeliano di "Hasharon", secondo fonti private del Ministero per gli Affari dei detenuti a Gaza,  hanno iniziato da martedì 12 giugno, secondo fonti private del Ministero per gli Affari dei detenuti a Gaza, uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione verso le difficili condizioni in cui sono costretti a vivere ed ottenere delle risposte in merito da parte direzione carceraria. Le condizioni incontrate dai detenuti minorenni in questa prigione sono molto restrittive e le loro condizioni di vita stanno peggiorando sempre più: non possono ricevere visite da parte dei famigliari, non possono studiare e sono obbligati a lavare i panni a mano. L’amministrazione penitenziaria inoltre ha continuato a torturare e umiliare i prigionieri bambini, sottoponendoli ad ispezioni e provocazioni effettuate dalla intelligence israeliana. Sono stati usati metodi orribili di tortura per estorcere confessioni dai giovani, violando tutte le convenzioni internazionali che proteggono i diritti dei bambini. Chiunque cerchi di far valere i propri diritti viene immediatamente messo in isolamento. Le celle sono situate nei sotterranei, hanno bagni senza porte e alla mensa le razioni sono a dir poco scarse: una sola ciotola di riso per otto giovani. Qualche giorno fa era stata portata all’attenzione della stampa la “politica della fame” disposta da Israele contro i bambini palestinesi detenuti nelle loro prigioni: “la quantità di cibo loro distribuita è scarsa, e ora Israele ha deciso di tagliare alcuni pasti al giorno - dichiara l’avvocato della Società dei prigionieri, Anwar ABu Lafi - non viene data loro la possibilità di scaldare l’acqua e sono sempre più frequenti le aggressioni fisiche, l’ultima delle quale ai danni di Daoud Abu Sbeitan, pesantemente picchiato mentre veniva trasferito alla corte distrettuale di al-Quds (Gerusalemme).”
Nelle carceri e nei campi di detenzione delle autorità di occupazione israeliane ci sono ancora circa 190 bambini sotto i 18 anni di età sottoposti a ristrettezze di spazio, crudeltà, malnutrizione e mancanza di assistenza sanitaria.