www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/06/2012  -  stampato il 05/12/2016


Ministro Severino: pronti duemila posti di lavoro fuori dal carcere per i detenuti

Lavoro per i detenuti fuori dal carcere: firmato protocollo d'intesa tra il Ministero della Giustizia e l'ANCI.
 
In arrivo circa 2 mila nuovi posti di lavoro esterno al carcere, utili alla comunità e destinati all’inserimento lavorativo dei detenuti che abbiano i requisiti previsti dalla legge. Ad annunciarlo è il ministro della Giustizia, Paola Severino, durante la presentazione del Protocollo di intesa tra il ministero della Giustizia, l’Anci e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
 
Secondo il ministro, il protocollo segna una netta inversione di tendenza rispetto al passato. “Abbiamo dei numeri che dimostrano come il lavoro per i detenuti sia diminuito in maniera impressionante – ha spiegato il ministro -. Se guardiamo le statistiche vediamo che mentre nel ‘91 vi era una percentuale di lavoranti sui detenuti presenti in carcere del 34,46%, al 31 dicembre del 2011 questa percentuale si è ridotta al 20,87%, mentre la popolazione dei detenuti in questi anni è raddoppiata”. Con la firma del protocollo le prospettive per il futuro cambiano. “Se ogni comune desse da lavorare a dieci detenuti si avrebbero 2mila detenuti occupati in lavori utili per la comunità e aumenterebbe del 20% la percentuale dei detenuti oggi ammessi al lavoro fuori dal carcere – ha aggiunto Severino -. Con numeri relativamente bassi, un risultato in termine di percentuali estremamente significativo”.
 
Il protocollo prevede il coinvolgimento di alcuni istituti penitenziari, dai quali si inizierà la sperimentazione del programma, mentre i fondi da destinare al progetto verranno stanziati fino al 50% dal Dap, mentre al resto dovranno pensarci i comuni. Un esperimento importante, ha aggiunto il ministro Severino, in quanto ad oggi esperienze del genere sono presenti sul territorio a macchia di leopardo, ma soprattutto perché aiuterà a sfatare i luoghi comuni della pericolosità di iniziative di questo tipo. “Spesso quando parliamo di lavoro dei detenuti ci sentiamo rispondere con degli slogan che non possono arrestare il nostro cammino – ha spiegato Severino -. Slogan del tipo ‘il detenuto libero crea pericolo e sottrae lavoro ad altri che ne hanno bisogno’. Nell’incontro preparatorio di questa convenzione, mi sono resa conto di quanto l’Associazione dei comuni italiani sia pronta a smentire questi slogan e a dimostrare come il lavoro possa essere utile alla comunità senza portare alcun pericolo e alcun danno”.
 
I detenuti saranno selezionati dalla magistratura di sorveglianza, ha spiegato il ministro, ma i dati “dimostrano che un detenuto ammesso al lavoro non ha recidiva e porta con sé questo valore anche all’interno del carcere. Coloro che sono nello stesso carcere di un detenuto che lavora ambiscono a raggiungere lo stesso risultato”. Fra sei mesi, ha annunciato infine l’Anci, verrà fatto il primo bilancio sui risultati ottenuti dall’applicazione del protocollo e verrà presentato pubblicamente.