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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/06/2012  -  stampato il 03/12/2016


Presunti abusi e violenze nel carcere minorile di Lecce: prescritti i reati contestati ai poliziotti

Non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Si è concluso così il processo sulle presunte violenze commesse all'interno del carcere minorile di Lecce. La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, hanno dichiarato l'intervenuta prescrizione per tutti gli imputati. Un'inchiesta nata dopo l'esposto inviato nel 2006, alla Procura di Lecce, dall'allora sottosegretario alla Giustizia Alberto Maritati (attualmente senatore). Un vero e proprio dossier contenente le dichiarazioni rese da alcuni operatori del carcere.
 
L'inchiesta, avviata subito dopo dalla Procura di Lecce e condotta dal sostituto procuratore Antonio De Donno, ha portato al rinvio a giudizio, nel novembre del 2008, di nove agenti. Sotto processo erano finiti l'ispettore Gianfranco Verri, il suo vice Giovanni Leuzzi ed altri sette: Ettore Delli Noci, Vincenzo Pulimeno, Alfredo De Matteis, Emanuele Croce, Antonio Giovanni Leo, Fernando Musca, Fabrizio De Giorgi. Per tutti le accuse erano di abusi su minori e violenze. Secondo l'accusa all'interno della struttura si sarebbe creata, dal 2003 al 2005, una sorta di associazione finalizzata a sopprimere con la violenza qualsiasi cenno di dissenso non solo dei reclusi, ma anche del personale operante all'interno della stessa.
 
Tra le presunte vittime c'era anche Carlo Saturno, il giovane detenuto di 22 anni originario di Manduria (che si era costituito parte civile nel processo), trovato appeso a un lenzuolo in una cella di isolamento del carcere di Bari. Una morte sospetta per cui la Procura del capoluogo ha aperto fascicolo. Accuse, comunque, respinte sia dagli imputati sia dai loro legali (gli avvocati Giampiero Tramacere, Giancarlo Dei Lazzaretti, Paolo Marseglia, Vincenzo Conte e Angelo Pallara), che nel corso del dibattimento hanno cercato di dimostrare la loro totale estraneità ai fatti contestati.

 

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