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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/06/2012  -  stampato il 05/12/2016


Telefonino in carcere di Cosenza: era in una cella di massima sicurezza

Detenuto in cella di massima sicurezza, ma con il telefono cellulare. L'apparecchio, dotato di caricabatteria, è stato trovato nel carcere di Rossano in provincia di Cosenza nella cella utilizzata da un detenuto ristretto nel reparto di alta sicurezza. La denuncia e' del segretario nazionale del SAPPE Damiano Bellucci e del segretario generale aggiunto Giovanni Battista Durante. I sindacalisti chiedono che la Polizia Penitenziaria sia dotata di apparecchiature per ritrovare i telefoni oppure che le carceri siano schermate.

"Nonostante tali episodi siano abbastanza frequenti negli istituti penitenziari italiani non si comprende come mai l'amministrazione non provveda a dotare il personale di idonei strumenti per il rinvenimento dei telefoni cellulari, oppure a far schermare gli istituti, in modo da renderli inutilizzabili". Con specifico riferimento poi alla struttura di Rossano Calabro, i due sindacalisti hanno aggiunto: "Nel carcere di Rossano la situazione e' sempre difficile non solo per il sovraffollamento e la carenza di organico, ma anche e soprattutto per i difficili e conflittuali rapporti tra l'amministrazione locale e le organizzazioni sindacali, in particolare col SAPPE, nonche' tra la stessa amministrazione e parte del personale.

Purtroppo, i vertici dell'amministrazione nazionale e soprattutto regionale hanno dimostrato di non essere in grado di dare delle risposte adeguate a Rossano ed a tutti gli istituti della Calabria; inoltre, a distanza di quasi tre anni dalla morte dell'ex provveditore Paolo Quattrone, non sono stati ancora in grado di nominare un nuovo provveditore titolare". 

Adnkronos