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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/06/2012  -  stampato il 03/12/2016


Blackout al carcere di Taranto: detenuti incendiano le bombole a gas

LE PROTESTE - Erano circa le nove quando nell'istituto tarantino è andata via la luce. I detenuti hanno iniziato ad agitarsi nelle loro celle e ad armeggiare pericolosamente le bombolette da campeggio che utilizzano per cucinare. «Hanno incendiato le bombolette lanciandole anche dalle finestre creando momenti di forte tensione - aggiunge ancora Pilagatti - gli agenti di Polizia Penitenziaria sono stati richiamati in servizio per contenere la situazione che diventata di minuto in minuto sempre più incandescente. È stato richiesto anche l'intervento delle altre forze di polizia per presidiare l'esterno della casa circondariale che era rimasta al buio». La grave situazione si è protratta per tutta la notte e questa mattina sono ancora in corso i lavori per la riparazione.

«La rivolta dei detenuti causata dal black out durato tutta la notte ha messo a serio rischio la sicurezza del carcere e degli uomini intervenuti per ristabilire la calma». Così Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe) commenta quello che è accaduto ieri notte nel carcere di Taranto, già afflitto da gravi problemi di sovraffollamento.

I DISAGI NELLA CASA CIRCONDARIALE - «La protesta dei detenuti - conclude il segretario del Sappe - poteva avere conseguenze molto più gravi - il personale si è trovato a gestire una situazione assai pericolosa. Il carcere dovrebbe essere messo a norma: al grave disagio accaduto ieri sera va ad aggiungersi il problema della acqua che va a singhiozzi e che perdura ormai da tempo. Una situazione insostenibile dal momento che c'è un problema di sovraffollamento. Il carcere tarantino può contenere 320 detenuti, ma allo stato attuale ce ne sono il doppio».