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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/06/2012  -  stampato il 08/12/2016


Ergastolano dal carcere continuava a gestire i trasporti in Sicilia tenendo contatti con altri mafiosi

Dal carcere, nonostante la condizione di ergastolano, continuava ad impartire ordini  alla sua famiglia, indicando le migliori strategie di mercato per mantenere i beni milionari e per ravvivare i contatti con i vertici della mafia siciliana. A Francesco Riela, al vertice dell'omonima famiglia, in passato leader nel settore dei trasporti siciliani, stamattina è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, mentre per Filippo Riela la custodia è scattata con l'accusa di concorso esterno. Sono stati inoltre sequestrati beni per oltre 30 milioni di euro in aziende e auto di lusso,  e a ben 26 indagati, tra cui familiari stretti e uomini di fiducia, sono stati consegnati gli avvisi della conclusione delle indagini preliminari.

L'indagine, in prevalenza di carattere tecnico, condotta dal Gico del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Catania e coordinata dalla locale Procura distrettuale antimafia, ha svelato un disegno complesso ed è stata resa possibile grazie alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Tra questi il pentito Santo La Causa.  L'accusa è che nonostante la barriera del carcere (dove Francesco Riela si trova per omicidio e associazione a delinquere) l'ingranaggio dei rapporti di sangue ed interesse abbia superato i limiti imposti dalla giustizia. Non a caso, agli indagati sono contestate numerose ipotesi di intestazione fittizia di beni oltre la truffa ai danni dello Stato per aver indotto in errore l'Agenzia del demanio. 

L'obiettivo, parzialmente riuscito, era quello di rientrare nuovamente in possesso, mediante la costituzione del Consorzio Setra, gestito da prestanome, della  "Riela Group", complesso aziendale confiscato per mafia alla fine degli anni '90. Le indagini hanno rivelato la fitta rete di rapporti tra i Riela,  i Lo Piccolo di Palermo ed i Nardo di Lentini; rapporti mantenuti vivi grazie ad un giro di favori, ingenti versamenti, e assunzioni in cambio di nuove fette di mercato o di mediazioni con altre imprese.
 
Sono state intanto sequestrate preventivamente le seguenti aziende: "Autotrasporti New Style Log srl"; "Autotrasporti Borzi' Giovanni"; "Autotrasporti Lombardo Salvatore"; "Autotrasporti Vinci Gianluca"; "Cargo service Soc. Coop"; "Crs di Cannone Francesca & C Sas" (Distributore di carburanti sito a Catania-Monte Po'); "Linea Trasporti Srl"; "Di & Co. Log Società Cooperativa"; "Dorutrasp Soc. Coop"; "Tircar uni personale srl".

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