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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/06/2010  -  stampato il 04/12/2016


Gran Bretagna, in cella conversioni di convenienza

"Sempre più detenuti si convertono alla religione islamica per migliorare le proprie condizioni di vita nelle carceri inglesi". A dimostrarlo uno studio sulla fede islamica condotto dall'ispettore capo, Dame Anne Owers. Sulla base di numerose ispezioni e di colloqui approfonditi avuti con 164 detenuti musulmani, si è scoperto che molti criminali lo fanno soprattutto per ricevere cibo migliore e non andare a lavoro il venerdì, giorno di preghiera.

Dai dati del rapporto emerge che spesso le conversioni vengono motivate "dalla voglia di appartenere ad un gruppo più potente, con una forte identità ed i cui membri si sostengono l'un l'altro". Il numero di prigionieri musulmani è infatti aumentato sensibilmente dal 1994, quando erano 2.513, ossia il 5% della popolazione carceraria, al 2008, quando erano 9.795, ovvero l'11%. In alcune delle prigioni dal grado di sicurezza più alto, il numero di musulmani è ben sopra alla media: a Whitemoor, nel Cambridgeshire, per esempio, i detenuti islamici formano un terzo del totale. 

Nelle prigioni di massima sicurezza, però, tre quarti dei musulmani dice "di sentirsi minacciato". Secondo la Owers infatti la conversione "produrrebbe nel personale delle carceri un aumento del sospetto nei confronti di chi la pratica"."E' dunque necessario - dice la Owers - che le autorità carcerarie modifichino il loro comportamento e non trattino gli islamici come potenziali estremisti". Soprattutto, ribadisce, perché "molti prigionieri musulmani hanno sottolineato il ruolo positivo e di riabilitazione che ha la fede nella loro vita."

Fonte: tgcom.mediaset.it