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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/07/2012  -  stampato il 03/12/2016


Se pedali esci prima dal carcere: in Brasile sconto di pena per chi produce energia elettrica

I detenuti come risorsa, non solo umana ma anche energetica. Accade nel carcere brasiliano di Santa Rita do Sapucai a 40 Km da Belo Horizonte, nello stato di Minas Gerais. L'idea, lungi dal somigliare ai lavori forzati ancora in voga in certi regimi dittatoriali, sfrutta la buona volontà del prigioniero, e per incentivarla mette sul piatto la possibilità di vincere un po' di libertà. Infatti i detenuti ritenuti idonei, soprattutto quelli che hanno già scontato metà della loro pena e che sono  stati segnalati per buona condotta, possono ridurre di un giorno la loro pena ogni tre giorni di pedalata. E a quanto pare in molti sono entusiasti, anche per questioni di linea: "Ero grassottello, ora ho perso peso circa due chili", dice un detenuto. 

Gilson Rafael Silva, il direttore generale della struttura, spiega i dettagli: "I detenuti, a gruppi di tre, escono dalle loro celle alle 7.30 e pedalano fino alle 17.30, con un'ora e mezzo di pausa per pranzare e riposarsi. Sono otto ore di attività al giorno, dal lunedì al venerdì". L'iniziativa, chiamata Projeto Luminar, è stata molto ripresa dai media brasiliani: Jornal Nacional riporta, ad esempio, che tutto è nato dall'idea del giudice cittadino José Henrique Mallmann, che ha pensato di adattare il sistema dynamo della sua cyclette - del tipo usato nelle palestre - al sistema carcerario. Detto, fatto. Ora il Projeto Luminar è attivo da 90 giorni in 130 carceri, e il direttore del penitenziario di Santa Rita ha sottolineato come l’iniziativa, che sta riscuotendo successo, sia estensibile a tutto lo stato di Minas Gerais e già al centro di un progetto di legge. 

Ma che fine fa l'energia prodotta? A Santa Rita illumina la città: ogni sera le batterie caricate vengono portate in centro e usate per incrementare l'illuminazione dell’Avenida Beira Rio, una delle principali vie del passeggio. Il progetto funziona così bene che si pensa di aumentare il numero delle biciclette in carcere da quattro a dieci. I detenuti, come spiega ancora il direttore del carcere, "stanno lavorando pedalando. Stanno guadagnando la remissione e anche la produzione di energia, energia sana", oggi molto importante. Una doppia vittoria.