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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/07/2012  -  stampato il 10/12/2016


Ex agente penitenziario da fuoco alla cella e tenta di sgozzarsi

Prima ha dato fuoco alla cella scatenando il terrore tra gli altri detenuti e costringendo la Polizia Penitenziaria a evacuare un’intera sezione. Poi, utilizzando a mo’ di manganello la gamba di un tavolino, ha minacciato gli agenti che gli andavano incontro con l’estintore. E infine, pur di non essere bloccato nel suo fare delirante, si è provocato un taglio sul collo sfiorando la giugulare.
 
Vivo per miracolo. Quella di ieri è stata una giornata di altissima tensione nel carcere di San Giovanni. L’ennesima. Solo che stavolta a dare in escandescenze non è stato un ospite qualsiasi dell’istituto di pena, ma un personaggio piuttosto noto per via di un fatto di cronaca nera che, esattamente due anni fa, aveva destato molto scalpore. Si tratta di Luigi Salaris, 57 anni, di Usini, un ex agente della Polizia Penitenziaria condannato a due anni e sei mesi di reclusione per atti persecutori e lesioni personali aggravate nei confronti di alcuni familiari.
 
Per la precisione, il 19 luglio del 2010 l’uomo aveva affrontato l’ex moglie che tornava a casa, sfregiandola con una taglierina. Una scena drammatica ripetuta più volte sino a quando la figlia, nel tentativo di mettere fine a quel massacro, si era anche lei ferita. Tutto era poi terminato con uno scontro fisico con il figlio più piccolo e con la fuga di Salaris, rintracciato ben presto dai carabinieri.
 
In congedo anticipato per problemi di salute, l’uomo non era nuovo a episodi del genere. Cinque anni fa, di ritorno dall’udienza di separazione in tribunale, aveva aggredito con calci e pugni sempre l’ex moglie, in mezzo alla strada. Poi l'aveva afferrata per la gola e ancora una volta la figlia, lì presente, si era messa a difesa della madre colpendo il padre alla testa sino a fargli mollare la presa..
 
Ieri mattina alle 11 Salaris ha purtroppo dato una nuova prova della sua instabilità. Pare che a suscitare la sua ira sia stata la notizia di un’udienza saltata a causa dello sciopero degli avvocati. «Ci dispiace, oggi non ci sarà nessuna traduzione in tribunale», gli hanno detto gli ex colleghi. E subito dopo lui ha preso un accendino cominciando a dar fuoco a tutto ciò che aveva attorno. Immediato l’intervento della Polizia Penitenziaria, che da una parte utilizzava gli estintori, dall’altra trasferiva il resto dei detenuti perché l’aria si stava facendo irrespirabile. Una volta entrati dentro la cella in fiamme, gli agenti si sono trovati un uomo che voleva farla finita tagliandosi la vena del collo con una lametta. Fortunatamente non ci è riuscito.
 
«Siamo in piena emergenza - commenta Antonio Cannas, segretario provinciale del Sappe -, dateci subito altre forze perché la situazione qui a San Giovanni non è più sostenibile».