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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/07/2012  -  stampato il 11/12/2016


I detenuti si scusano con la Polizia Penitenziaria dopo la maxi rissa nel Tribunale di Bari

Dopo la rissa avvenuta la settimana scorsa all'interno di una gabbia della Corte di Assise di Bari tra due imputati del processo 'Liberta" contro la criminalita' del capoluogo pugliese, stamane alla ripresa dell'udienza gli imputati, accusati di essere affiliati al clan Strisciuglio, hanno letto una lettera di scuse rivolta ai giudici della Corte di Assise, al pm della Dda, Desiree Digeronimo, e agli agenti della Polizia Penitenziaria. 

All'udienza di stamane ha partecipato anche il capo della Procura del capoluogo pugliese, Antonio Laudati, che ha preso la parola e, dopo aver apprezzato le scuse fatte dagli imputati, ha pero' chiesto alla Corte di poter acquisire la copia del verbale dell'udienza scorsa.

La Procura, infatti, ha avviato un'inchiesta per capire cosa abbia scatenato la rissa e quali siano le motivazioni. La rissa si verifico' la settimana scorsa proprio mentre stava deponendo Giacomo Valentino, ex boss degli Strisciuglio nel quartiere San Paolo, poi diventato collaboratore di giustizia. I giudici della Corte di assise di Bari furono costretti ad interrompere l'interrogatorio. 

La rissa coinvolse inizialmente il 41enne Vincenzo Sisto che colpi' al volto con un pugno il compagno di cella, anche lui imputato nel processo, Michele Miccoli, di 32 anni. La Polizia Penitenziaria, assieme ai carabinieri, fecero fatica per sedare gli animi. L'udienza e la deposizione vennero interrotte e rimandate a oggi.

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