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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/07/2012  -  stampato il 18/11/2017


Direttore del carcere di Pisa e poliziotti penitenziari aggrediti da detenuto

''Mi sembra inevitabile sostenere che le nostre preoccupazioni per un sistema penitenziario ogni giorno sempre piu' vicino all'implosione trovino conferma ogni giorno di piu'. Ieri pomeriggio, nel Reparto detentivo del carcere di Pisa, il direttore del carcere e sei appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono stati improvvisamente e proditoriamente aggrediti e colpiti a colpi di lametta da un detenuto con gravi problemi psichiatrici ed affetto da Hiv''. Lo sottolinea Donato Capece, Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

''Questo ennesimo episodio di violenza in carcere va stigmatizzato e condannato con forza! Al direttore ed ai colleghi della Polizia Penitenziaria di Pisa, che sono dovuti ricorre alle cure in ospedale e che dovranno ricorrere alla cure antivirali, va tutta la nostra solidarieta' ed il nostro affettuoso saluto. Ma queste continue aggressioni -continua il leader del Sappe- non sono piu' tollerabili. Ribadiamo che bisogna contrastare con fermezza queste ingiustificate violenze ai rappresentanti dello Stato in carcere e punire con pene esemplari, anche sotto il profilo disciplinare, i detenuti che la commettono per evitare sul nascere pericolosi effetti emulativi''.

"La situazione e' ben oltre il limite della tolleranza. Lo dimostra chiaramente la sistematicita' quasi quotidiana con cui avvengono episodi di tensione ed eventi critici nei penitenziari di tutta Italia. Parlo di suicidi, di aggressioni, di atti di autolesionismo. E nonostante tutto cio' -continua Capece- l'amministrazione penitenziaria guidata da Giovanni Tamburino e' del tutto incapace di gestire questi eventi drammatici, tanto che gia' da tempo abbiamo chiesto il suo avvicendamento''.Il Sappe sotto linea l'esigenza di definire ''circuiti penitenziari differenziati in relazione alla gravita' dei reati commessi, con particolare riferimento al bisogno di destinare, a soggetti di scarsa pericolosita' o che necessitano di un percorso carcerario differenziato (come i detenuti con problemi sanitari e psichiatrici), specifici circuiti di custodia attenuata anche potenziando il ricorso alle misure alternative alla detenzione per la punibilita' dei fatti che non manifestano pericolosita' sociale''.

''La situazione di tensione che si sta determinando in molti istituti penitenziari del Paese, fatta di aggressioni a personale di Polizia penitenziaria, risse e manifestazioni di protesta dei detenuti, rischia di degenerare. Credo quindi che l'esecutivo Monti, con il ministero della Giustizia, non possa perdere ulteriore tempo ma debba prevedere interventi urgenti e non piu' procrastinabili, anche avvicendando coloro che non sono in grado di contrastare questa grave situazione''.

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