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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/07/2012  -  stampato il 08/12/2016


Lite tra "casalesi" in carcere: uno taglia la gola con una lattina all'altro

Condividere i pochi metri quadrati di una cella, dietro le sbarre di un carcere, non è semplice per nessun detenuto. Farlo di questi tempi, con temperature che sfiorano i 40 gradi, diventa ancora più difficile anche se la convivenza è riservata a due affiliati allo stesso clan e condannati per gli stessi reati di associazione camorristica.

È questa l’esperienza ad alta tensione che, ieri pomeriggio, si sono trovati a vivere due casalesi ospitati nel reparto di alta sicurezza di Bellizzi Irpino. Per una banale discussione legata a chi dovesse preparare il caffè e offrire la sigaretta all’altro, quando mancavano pochi minuti alle 14, due casertani, Giuseppe Pellegrino di 39 anni e Luigi Terruotto di 27 anni hanno iniziato a minacciarsi.

Il passaggio dalle parole alla scazzottata in cella è stato repentino. Imprevedibile, invece, è stata la reazione del ventisettenne che, non contento di dirimere la questione a raffiche di calci e pugni, ha pensato d’introdurre un’arma bianca nella contesa. Dando un’occhiata ad una scatola di pomodori che era finita nell’immondizia, infatti, il più giovane dei casalesi si è armato del coperchio che ha staccato dalla scatola. A quel punto, senza pensarci un attimo, ha colpito il trentanovenne alla gola 
procurandogli una profonda ferita. 

Quasi contemporaneamente, il trambusto provocato dai due detenuti ha attirato l’attenzione degli agenti di polizia penitenziaria che sono intervenuti in cella ritrovandosi al cospetto di uno dei due contendenti che perdeva sangue in maniera copiosa dalla gola. Il trasporto al pronto soccorso della città ospedaliera è così scattato immediato grazie agli agenti del nucleo traduzioni la cui tempestività si è rivelata fondamentale. 

Sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, che ha scongiurato conseguenze alla carotide, solo sfiorata, Giuseppe Pellegrino è stato dichiarato, in serata, fuori pericolo di vita. L’uomo è tuttora ricoverato e piantonato nel reparto di chirurgia d’urgenza. Luigi Terruotto, il suo antagonista, che ha riportato solo qualche escoriazione, è stato recluso in una cella di isolamento del penitenziario di Bellizzi Irpino dove avrà modo di riflettere su quanto accaduto per una banale discussione di cui entrambi i protagonisti si sono già dichiarati pentiti.

Ascoltati dai dirigenti del penitenziario e dagli inquirenti della procura di Avellino, infatti, i due casalesi hanno confermato la versione dei fatti fornita inizialmente agli agenti. Sull’episodio, come da procedura, è stata aperta un’inchiesta destinata a generare un aggravamento della pena detentiva ad entrambi i detenuti e il futuro trasferimento dei protagonisti della lite presso altre case circondariali della penisola. 

È questa del resto la prassi che viene seguita per simili episodi come quello accaduto lo scorso 29 maggio, sempre a Bellizzi Irpino, quando, durante l’ora d’aria, due detenuti ingaggiarono una rissa per un regolamento di conti. Anche in quella circostanza uno dei contendenti finì al Moscati con un taglio alla gola provocato da un chiodo trovato chissà dove dall’antagonista. Il carcere di Bellizzi Irpino, di recente, ha inaugurato un nuovo padiglione nel tentativo di rendere meno problematica la presenza di detenuti. All’inizio della scorsa primavera, infatti, il numero dei reclusi era ben superiore alla capienza massima stabilita. 

Altro intervento, in via di attuazione, quello relativo alla videosorveglianza in alcuni settori, potenziata per fronteggiare il ridotto numero di agenti penitenziari in servizio nella casa circondariale. Con le ultime restrizioni stabilite dal governo sugli organici pubblici, difficilmente sarà possibile avere nuove unità a breve scadenza.

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