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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/07/2012  -  stampato il 09/12/2016


Gravissima aggressione di un agente al carcere di Spoleto: 75 giorni di prognosi.

Ennesima selvaggia aggressione ai danni di un agente penitenziario del carcere di Maiano. Il bilancio del violento pestaggio verificatosi all’interno della sezione di alta sicurezza è pesantissimo: all’assistente capo il personale medico ha diagnosticato una prognosi di 75 giorni a cui seguirà, presumibilmente tra mercoledì e giovedì, un delicato intervento chirurgico. Il Sappe, il sindaco del corpo, è già sul piede di guerra. Alle reiterate proteste per il sovraffollamento dell’istituto e la carenza di personale non ha fatto seguito alcun provvedimento concreto, motivo per cui il segretario regionale, Fabrizio Bonino, ha annunciato lo stato di agitazione a cui potrebbero affiancarsi, già dalle prossime ore, eclatanti iniziative.

Naso e zigomo fratturato A firmare il brutale episodio, con cui tornano ad accendersi i riflettori sulle difficili condizioni di lavoro e vita all’interno della casa circondariale di Spoleto, è stato un detenuto italiano di 23 anni condannato per associazioni mafiosa. Il giovane avrebbe aggredito il 45enne assistente capo della penitenziaria con una serie di colpi al volto che gli avrebbero causato una frattura multipla al naso e allo zigomo. A far scattare l’allarme i due colleghi in servizio nella sezione di alta sicurezza che, immobilizzato il detenuto, hanno trascinato fuori dal braccio l’agente.

Trasportato a Spoleto, trasferito a Terni Le condizioni del 45enne hanno destato subito forte preoccupazione tra il personale a bordo dell’ambulanza del 118 intervenuta nel carcere di Maiano. L’agente è stato immediatamente trasportato al San Matteo degli Infermi dove, dopo le prime medicazioni, lo staff medico ne ha disposto il trasferimento all’ospedale di Terni per ulteriori accertamenti. Il referto medico parla di 75 giorni di prognosi a cui, nelle prossime ore, seguirà un delicato intervento chirurgico.

Sindacato in agitazione L’episodio, neanche a dirlo, ha rinfocolato le proteste mai sopite degli uomini della penitenziaria, ormai da anni alle prese con un sovraffollamento ingestibile a cui si somma il pesante deficit di personale. A poche ore dall’aggressione è direttamente il segretario regionale del Sappe, Fabrizio Bonino, ad annunciare lo stato di agitazione. Nonostante le numero proteste e anche un’ispezione ministeriale all’interno dell’istituto spoletino niente sembra essere cambiato, nessuna unità in più è stata destinata al penitenziario di Maiano, mentre i trasferimenti, intensificatesi come di norma nel periodo estivo, sembrano destinati a far registrare il sovraffollamento record dell’estate 2011, quando nelle sezioni si contavano oltre 715 detenuti

 fonte: Umbria 24 news