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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/07/2012  -  stampato il 11/12/2016


Asilo nido per figli poliziotti penitenziari, nel carcere di Bollate aperto anche per gli esterni

Un asilo nido dentro il carcere, destinato ai bambini degli agenti penitenziari in servizio nella struttura. Ma anche ai figli delle famiglie del territorio. È il progetto della Casa di reclusione di Bollate, a cui Palazzo Marino ha deciso di partecipare, stanziando — con una delibera di giunta firmata la scorsa settimana — 150mila euro di contributo straordinario. Il piano, che prevede anche la realizzazione di un centro sportivo e di un campo scuola estivo, costerà in tutto 380mila euro, con il cofinanziamento di Palazzo Isimbardi (per 86mila euro) e dell’Ente di assistenza del personale penitenziario (50mila euro). Contributi necessari, visto che il carcere di Bollate non ha scopo di lucro e quindi non ha proventi legati a un regime di impresa.

Due i lotti in cui il progetto (elaborato a titolo gratuito dallo studio Brioschi Sviluppo Immobiliare) è stato suddiviso. Il primo (già partito e in fase di completamento) prevede la realizzazione della struttura in cui verranno ospitati l’asilo aziendale e la sala fitness: entrambi saranno aperti al personale penitenziario, ma anche ai cittadini, nell’ottica di un maggiore inserimento della casa circondariale nel territorio. L’asilo sarà così destinato a 30 bambini, fino ai tre anni di età, figli degli agenti di Polizia Penitenziaria in servizio a Bollate e delle famiglie residenti nel comune alle porte di Milano.

La facciata del nido sarà realizzata dalla Fondazione Olivetti, mentre gli interni saranno verniciati su

progetto (stilato gratuitamente) dell’artista e designer Massimo Caiazzo. Il secondo lotto del progetto prevede invece, oltre al completamento dell’asilo, la realizzazione di un campo di calcetto, di un giardino e di un punto di ristoro. Quello di Bollate non è il primo esempio di nido aziendale all’interno di un carcere: già l’anno scorso nella casa di reclusione di Opera era partito un progetto analogo, destinato a 15 bambini, figli sia degli agenti del carcere sia delle famiglie del quartiere.

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