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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/08/2012  -  stampato il 10/12/2016


Poliziotto colpito al volto e all'inguine da detenuto nel carcere di Badu 'e Carros a Nuoro

Un colpo violento al volto e uno all’inguine. Una situazione ad alta tensione. L’ennesima, nel carcere di Badu ’e Carros. Dove un detenuto del circuito Alta sicurezza ha aggredito ieri mattina un assistente capo di Polizia Penitenziaria. Per placare l’uomo è stato necessario l’intervento di altro personale di polizia, che ha anche dovuto riportare la calma nel reparto.
 
Tutto è nato perché l’uomo si è rifiutato di rientrare in cella dall’ora d’aria per protestare contro l’ingresso, nella sua cella, di altri detenuti.
 
«Quanto avvenuto a Nuoro è di una gravità assoluta ed inaccettabile – commenta Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri –. Per prima cosa voglio esprimere la solidarietà al collega colpito con violenza dal detenuto e che nonostante tutto è riuscito a contenerne l'aggressività. Questo nuovo grave fatto accaduto a Nuoro è l’ennesimo segnale, in ordine di tempo, delle criticità delle carceri italiane. Rivolte, risse, aggressioni, suicidi, tentati suicidi, atti di autolesionismo: questo accade ogni giorno nelle oltre 200 carceri italiane: è davvero troppo.
 
Dove sono le istituzioni? Cosa pensano di fare per tutelare gli agenti di Nuoro? La drammatica situazione penitenziaria oggi è contenuta principalmente dal senso di responsabilità del Corpo di Polizia Penitenziaria; ma queste sono condizioni di sfiancamento e logoramento che durano ormai da molti mesi – aggiunge Capece – Ma quanto si pensa possano resistere gli uomini e donne della Polizia Penitenziaria?
 
Quanto stress psico-fisico si pensa possa sopportare una persona in divisa costretta a convivere con situazioni sanitarie da terzo mondo, esposta a malattie infettive che si ritenevano ormai debellate in Italia, ma che sono largamente diffuse in carcere, attenta a scongiurare suicidi, a schivare ma spesso anche a subire la situazione delle carceri. Lo dimostra chiaramente la sistematicità quasi quotidiana con cui avvengono diversi episodi di tensione ed eventi critici nei penitenziari di tutta Italia.
 
E nonostante tutto ciò – conclude il segretario generale del Sappe – l’amministrazione penitenziaria guidata da Giovanni Tamburino è del tutto incapace di gestire questi eventi drammatici, tanto che già da tempo abbiamo chiesto il suo avvicendamento».