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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/08/2012  -  stampato il 08/12/2016


Confermato dai medici legali il suicidio del detenuto che si impiccato a Lecce

L'autopsia ha sciolto i dubbi relativi alla morte di Antonio Giustino, il detenuto campano 52enne morto suicida domenica pomeriggio nel carcere di Borgo San Nicola, alla periferia del capoluogo salentino. L'esame autoptico è stato disposto dal magistrato di turno, il sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Carmen Ruggiero, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. I primi riscontri dell'autopsia eseguita dal medico legale Roberto Vaglio e del collega Ermenegildo Colosimo, hanno escluso la presenza sul corpo di segni di violenza o di altre cause che potrebbero aver causato il decesso, stabilendo che il 52enne è morto per soffocamento a seguito di impiccagione.
 
Sono stati gli agenti di polizia penitenziaria a rinvenire il corpo senza vita di Giustino nella sua cella. L'uomo, con ogni probabilità, si è tolto la vita poco dopo le 14, durante la cosiddetta "ora d'aria". Il 52enne originario di Casoria ha atteso che i suoi compagni di cella raggiungessero il cortile per barricarsi all'interno della stessa e impiccarsi con un lenzuolo annodato alla finestra. Gli agenti hanno subito lanciato l'allarme, allertando il personale medico dell'istituto penitenziario e i sanitari del 118. Per il detenuto, però, non c'era più nulla fare. I medici non hanno potuto far altro che costatare il decesso. Antonio Giustino era stato condannato, com pena definitiva, per concorso in omicidio pluriaggravato.