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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/08/2012  -  stampato il 05/12/2016


Ispettore Polizia Penitenziaria trovato morto in casa dopo sette giorni

Il vicino di casa non lo vedeva da più di una settimana. Pensava fosse andato in ferie, a fare visita, come ogni estate, alla madre anziana ad Avellino. Invece Aniello Colucci, 51 anni, ispettore della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Opera, era ancora nel suo appartamento, in via Morivione a Torre d'Arese. Senza vita. A trovarlo, riverso in camera da letto, è stato il tecnico comunale, allertato dal vicino di casa, che ha dato l'allarme intorno alle 8. L'operaio ha forzato la porta, per entrare. Poi, nella via che si perde nelle campagne che circondano il paese, sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri, per gli accertamenti. Il medico legale ha fatto risalire la morte dell'agente a diversi giorni fa. Almeno una settimana. Tanto che sono state necessarie mascherine per entrare in casa.

Sul corpo dell'uomo non sono stati trovati segni di violenza. In attesa dell'autopsia, che è stata disposta dal magistrato della procura di Pavia Paolo Mazza, prevale dunque l'ipotesi del malore. Molto probabilmente l'uomo, che da tempo abitava da solo, si è sentito male e non è riuscito a chiedere aiuto. «Era comunque una persona molto riservata - racconta il vicino di casa che ha dato l'allarme, Massimo Soana -. Ci incontravano per le scale o in cortile. Rapporti cordiali, ma non parlava molto con la gente. Abitava qui da almeno una decina di anni. Non lo vedevo da molti giorni, ma mi sono preoccupato quando ho cominciato a sentire uno strano tanfo che arrivava proprio dal suo appartamento. Visto che qualche giorno prima c'era stato il temporale, pensavo a qualcosa andato a male nel frigo. Forse il vicino era andato via, per le ferie, e si era dimenticato di staccarlo. Così ho chiamato i carabinieri e la vicenda è stata segnalata al Comune, che ha mandato un tecnico. Quando
 l'operaio è uscito ho capito che era successo qualcosa di grave. Mi dispiace molto per quello che è accaduto».

L'ispettore aveva trent'anni di servizio, gli ultimi prestati al carcere di Opera. Da qualche mese, però, era in congedo. Chi lo conosceva racconta che da un po' di tempo non era più lo stesso e che ultimamente viveva veri e propri momenti di sconforto. Aveva avuto, in passato, anche qualche problema di salute, ma nulla di particolarmente preoccupante. I colleghi, ieri mattina, si sono precipitati a Torre d'Arese, non appena hanno saputo la notizia. Nessuno di loro aveva voglia di parlare. «Aspettiamo solo di sapere cosa è successo», si è limitato a dire uno di loro -. Era un nostro collega, da molto tempo. Non doveva morire così».

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