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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/08/2012  -  stampato il 09/12/2016


Caso Cucchi: il Sappe protesta per le prossime fiction della RAI per le presunte violenze in carcere

Una lettera di protesta alla presidente della Rai Anna Maria Tarantola in seguito alle indiscrezioni di stampa che annunciano nelle prossime fiction di Rai1 anche una puntata sul tema delle Violenze in carcere, riferendosi al caso Cucchi. 
 
E' quanto preannunciato dal SAPPE Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria. "Dalle indiscrezioni lette sui quotidiani si punta a fare sensazionalismo e demagogia su un tema tanto delicato quanto importante come la vita in carcere, forzando volutamente la realta''' denuncia in una nota Donato Capece, segretario generale del SAPPE.
 
Sul caso Cucchi, aggiunge, ''torno a ribadire che attendiamo con serenita' gli accertamenti della magistratura. Ricordo a me stesso che la rigorosa inchiesta amministrativa disposta dall'allora Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria Franco Ionta sul decesso di Stefano Cucchi ha escluso responsabilita' da parte del Personale di Polizia Penitenziaria, in particolare di quello che opera nelle celle detentive del Palazzo di Giustizia a Roma. La nostra convinzione resta che a Piazzale Clodio la Polizia Penitenziaria ha lavorato come sempre nel pieno rispetto delle leggi, con professionalita' e senso del dovere''. ''Ci auguriamo che anche gli approfondimenti giudiziari confermino questa nostra convinzione.
 
Di sicuro - aggiunge capece - rigettiamo ogni tesi manichea, come quella che scelleratamente alcuni autori Rai vorrebbero imporre, che ha associato e associa piu' o meno velatamente al nostro lavoro di poliziotti penitenziari i sinonimi inaccettabili di violenza, indifferenza e cinismo'' (''Noi confidiamo che la Magistratura accerti, come sempre con serenita', equilibrio e pieno rispetto dei valori costituzionali, gli elementi di cui e' in possesso - dice ancora il segretario del SAPPE - Ripeto ancora una volta che noi tutti abbiamo il massimo rispetto umano e cristiano per il dolore dei familiari del detenuto Stefano Cucchi, morto nel reparto detentivo dell'Ospedale Pertini di Roma, come lo abbiamo per tutti coloro che hanno perso un proprio caro detenuto''. Ma, denuncia Capece, '' non possiamo accettare una certa (tendenziosa e falsa) rappresentazione del carcere come luogo in cui quotidianamente e sistematicamente avvengono violenze in danno dei detenuti che traspare da alcune, non tutte, per fortuna, cronache giornalistiche apparse in questi giornali''.
 
''Non accettiamo - ribadisce - che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che lavorano, ogni giorno, nelle strutture detentive del Paese con professionalita', zelo e abnegazione vengano rappresentate da certe corrispondenze di stampa che, piu' o meno velatamente, associano al nostro lavoro i sinonimi inaccettabili di violenza, indifferenza e cinismo''. Piuttosto, conclude Capece, ''e' importante per il Paese conoscere il lavoro svolto dai poliziotti penitenziari, e' importante che la Societa' riconosca e sostenga l'attivita' risocializzante della Polizia Penitenziaria e ne comprenda i sacrifici sostenuti per svolgere tale attivita', garantendo al contempo la sicurezza all'interno e all'esterno degli Istituti''.
 
Adnkronos