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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/08/2012  -  stampato il 02/12/2016


Agente della Matricola si insospettisce e scopre ricercato dall'Interpol

«Georgios Mirtilidis, greco di Tessalonica». Alle orecchie dell'agente di Polizia Penitenziaria, chino sul fascicolo nell'ufficio matricola, quel nome non suonava affatto nuovo. Chissà perché, gli veniva da collegarlo ad altre generalità: a quelle di tale Gjon Kola, nato in Albania 45 anni fa.
 
Il quesito è stato girato all'Interpol, che ha dato la conferma ai sospetti. Kola e Mirtilidis sono la stessa persona. Solo che il secondo doveva scontare in Italia solo due anni (su sei di condanna per reati di droga) in regime di semilibertà; mentre il primo era ricercato in tutta Europa per un'altra condanna (sempre per droga) di ulteriori sei anni.
 
Se Kola fosse riuscito a farsi passare per greco, tra due anni sarebbe divenuto virtualmente irrintracciabile: con i documenti ellenici in tasca, come cittadino comunitario sarebbe stato libero di circolare ovunque. Adesso invece, dopo aver scontato la pena residua in Italia (è quasi certo che gli venga revocata la semilibertà), verrà estradato a Tirana per pagare il fio dei reati commessi in patria.
 
Kola era giunto al carcere dei Miogni tre giorni fa, inviato senza scorta da un altro istituto di pena (non lombardo). Era riuscito a ottenere il trasferimento a Varese per motivi di lavoro: qui avrebbe dovuto espletare le ultime formalità prima di essere assunto da un'azienda. Grazie al regime di semiliberta, in pratica avrebbe solo dormito dietro le sbarre, mentre il resto del giorno lo avrebbe trascorso in ditta.
 
Ieri la Polizia Penitenziaria, nonostante fosse già quasi certa dell'inghippo, l'ha lasciato uscire alle 8. Alle 13 in punto Kola è ritornato, ligio all'orario ridotto che gli era stato accordato in attesa della firma del contratto.
 
Ad attenderlo, ha trovato gli stessi agenti che aveva salutato al mattino. Solo che stavolta, dopo aver avuto le conferme che attendevano, gli portavano la cattiva novella: che, cioè, il suo imbroglio era stato scoperto che quindi sarebbe stato di nuovo arrestato in carcere.
 
Kola era in possesso di tre documenti greci: una carta d'identità, una patente e un passaporto. I primi due sono risultati falsi, anche se avrebbero senz'altro superato un esame superficiale. Il passaporto, invece, sembra originale: il sospetto è che sia stato rubato in bianco da chissà chi, e poi compilato con la foto e le generalità del fantomatico Mirtilidis.