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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/08/2012  -  stampato il 03/12/2016


Nuovo caso di Tubercolosi al carcere di Genova Marassi

E' di nuovo allarme tubercolosi al carcere di Marassi. Un detenuto è, infatti, risultato positivo alla Tbc e sono subito scattate le misure d'emergenza per evitare qualsiasi rischio di contagio. L'uomo è ora ricoverato nel centro clinico dell'istituto "che è a tutti gli effetti un ospedale regionale  -  come ricorda il direttore del carcere Salvatore Mazzeo  -  e quindi il paziente è seguito nel migliore dei modi e sono state prese tutte le misure di profilassi necessarie ".

Il caso, però ripropone come, già era avvenuto proprio un anno fa e sempre nel periodo estivo, il problema del sovraffollamento degli istituti di pena. Problematiche che coinvolgono sia i detenuti che gli agenti della Polizia Penitenziaria, i quali spesso hanno chiesto interventi risolutivi attraverso le loro organizzazioni sindacali.

Quest'ultimo episodio è stato scoperto due giorni fa. Il malato affetto da tubercolosi polmonare è un genovese di 44 anni con numerosi precedenti per i cosiddetti reati contro il patrimonio (furti) e con problemi di tossicodipendenza. In carcere in questo periodo si trova anche suo fratello.

Arrestato per un furto è entrato nelle Case Rosse di Marassi il 2 di agosto. Negli ultimi giorni aveva detto di non sentirsi bene ed era stato trasferito in infermeria. Sono stati subito effettuati alcuni esami ed è emersa la sospetta Tbc. "Il detenuto  -  spiega ancora il direttore Mazzeo  -  è stato trasferito in isolamento 

 

del centro clinico. Al paziente come a tutto il personale che entra in contatto con lui sono state consegnate mascherine per evitare rischi di trasmissione del contagio".

Al momento non sembra che possano esservi stati rischi di contagio e quindi non sarebbero scattati né esami di controllo per altri detenuti e personale del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, e tantomeno una terapia farmacologica. Il caso viene comunque seguito ed è stata richiesta particolare attenzione all'interno del carcere per individuare fin dall'inizio eventuali situazioni sospette.

La vicenda non sembra al momento creare le preoccupazioni e le polemiche verificatesi nel luglio del 2011 quando, in Questura, dopo che si era scoperto che era affetto da tubercolosi un profugo che era rimasto a lungo nei locali per sbrigare le pratiche di regolarizzazione, era stata decisa la temporanea chiusura dell'Ufficio Stranieri. In realtà nessun agente o impiegato civile era stato contagiato ma il caso aveva suscitato scalpore e poche settimane dopo di nuovo la Tbc era stata diagnosticata ad un detenuto del carcere.

La tubercolosi non è comunque una patologia così rara all'interno di Marassi come delle altre carceri. Il sovraffollamento e l'alta percentuale di detenuti con problemi di tossicodipendenza quando non di vera e propria sieropositività, hanno reso di fatto piuttosto comuni sia l'Aids che altre malattie come l'epatite o, appunto, la tubercolosi.

Patologie che creano ulteriori problemi di invivibilità all'interno di istituti dove il sovraffollamento della popolazione carceraria è cronico così come sono risicati gli organici e i fondi a disposizione della Polizia Penitenziaria.