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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/09/2012  -  stampato il 02/12/2016


Proteste nei Paesi arabi: Sappe, vigilare su detenuti stranieri

''L'inasprimento delle tensioni in Afghanistan, Libia, Tunisia ed Egitto potrebbe avere risvolti inquietanti anche all'interno delle carceri italiane'', non solo per ''l'altissimo sovraffollamento delle celle e l'altrettanto elevato numero di detenuti stranieri'' ma anche per il fatto che ''nei nostri penitenziari italiani vi sono piu' detenuti di religione islamici che non cattolici o aderenti ad altri credi''.

A lanciare l'allarme Donato Capece, segretario del Sappe, Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria. ''La cella potrebbe diventare il luogo in cui, sempre piu' spesso, piccoli criminali vengono tentati da membri di organizzazione terroristiche detenuti - denuncia Capece - Del resto, gia' nel nostro recente passato le Brigate Rosse avevano inteso le carceri quali luoghi di lotta e proselitismo. Analogo stratagemma potrebbe essere messo in atto oggi da esponenti del terrorismo islamico, i quali cercano cosi' di mimetizzare la propria attivita' infiltrando propri adepti fedeli e non sospetti, in quanto occidentali''.

Da qui l'appello del Sappe al governo: ''non perda tempo. Si deve incrementare il grado di attuazione della norma che prevede l'applicazione della misura alternativa dell'espulsione per i detenuti stranieri i quali debbano scontare una pena, anche residua, inferiore ai due anni; potere che la legge affida alla magistratura di sorveglianza''.

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