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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/09/2012  -  stampato il 08/12/2016


Centomila euro in arrivo per il muro di cinta del carcere di Lucca

Direttore che conferma lo stato di difficoltà in cui si trova la struttura e i provvedimenti in atto anticipati ieri dal nostro giornale. Nei giorni scorsi, infatti una lettera del Sappe, il sindacato autonomo di polizia, firmata dal segretario nazionale Donato Capece ha denunciato la grave situazione di pericolo che si è venuta a creare nella Casa circondariale di Lucca. Ai primi di settembre un solaio è stato dichiarato inagibile e per scongiurare il pericolo di crolli sono stati puntellati alcuni soffitti, con il conseguente trasferimento di parte dei detenuti o in altre strutture o in altre sezioni non adeguate e con il conseguente aggravio di lavoro per i poliziotti penitenziari. 

«Come provvedimento di urgenza — spiega il direttore — è stato necessario organizzare in tempi brevissimi il trasferimento di 60 detenuti, ospitati nella prima sezione della struttura. Le prime 30 persone sono state già trasferite in altre strutture similari alla nostra all’interno del territorio regionale. Per altri 30, però, proprio a causa della difficile condizione carceraria di perenne affollamento non è ancora stato possibile trovare una sistemazione adeguata. Mi sento di rassicurare sul fatto che, a livello dipartimentale, si stia facendo tutto il possibile per risolvere il problema in breve tempo e per trasferire i detenuti il più vicino possibile, ma nessuno ha la bacchetta magica». Per quanto riguarda gli interventi necessari per rimettere in sesto il San Giorgio il direttore commenta che, tutto sommato, negli ultimi due anni la situazione è andata migliorando.
 
«Anche se siamo lontani dal risolvere tutti i problemi — aggiunge Francesco Ruello — si deve tenere presente che negli ultimi 4 o 5 anni non c’erano mai stati fondi disponibili per interventi straordinari. Invece, entro la fine di quest’anno potrò impegnare una cifra che si aggira intorno ai 100mila euro circa, per la ristrutturazione del muro perimetrale, che, ormai da tempo, necessita di lavori urgenti e importanti, perché in pessime condizioni e a rischio sicurezza sia per il personale che per i detenuti. Inoltre saremo in grado — conclude —, anche di intervenire per migliorare le condizioni delle docce, di un’altra sezione. Per quanto riguarda, invece, il solaio pericolante stiamo attendendo che ci vengano messi a disposizione i fondi necessari ad intervenire, ma sono già state fatte prime azioni per garantire la sicurezza».
 
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