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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/10/2012  -  stampato il 04/12/2016


Sparito un milione di euro dal carcere di Mantova, svuotato anche il conto dei detenuti

S’allarga a macchia d’olio l’inchiesta sul buco di bilancio del carcere di via Poma (nella foto). A partire dal numero di indagati. Oltre all’ex direttore della casa circondariale, al ragioniere capo e all’economa si sono aggiunti, negli ultimi mesi, anche alcuni fornitori di merci e servizi. L’ammanco, secondo le ultime stime, sfiorerebbe il milione di euro. Non solo. Dall’esame della contabilità dell’amministrazione penitenziaria di via Poma risulterebbe svuotato il conto corrente riservato ai detenuti, gestito dalla direzione del carcere.
 
È passato più di un anno dall’inizio dell’inchiesta, affidata al nucleo investigativo dei carabinieri di via Chiassi, ma a breve ci potrebbe essere una svolta. Il sostituto procuratore Silvia Bertuzzi ha incaricato nei giorni scorsi alcuni esperti dell’amministrazione penitenziaria per controllare, nel dettaglio, i conti di via Poma. La falla è comunque molto significativa.
 
L’indagine prende in considerazione i movimenti di bilancio degli ultimi anni. Forniture di materiali e servizi, regolarmente pagati dalle casse del carcere di cui non ci sarebbe traccia. Insomma, nel flusso di finanziamenti che l'amministrazione penitenziaria destinava a Mantova c'è una voragine. Per i reati di concorso in peculato e abuso d'ufficio sono indagati Gaetano Malaspina, ex ragioniere capo del carcere, in pensione dopo trent'anni in via Poma; la sua assistente Anna Santoro e l'ex direttore Enrico Baraniello, frettolosamente destituito dall'incarico un anno fa , a pochi mesi dalla pensione.
 
Nell'inchiesta parallela, quella sul rogo nell'ufficio contabilità che - secondo una delle ipotesi ventilate dalla procura - potrebbe essere stato provocato per distruggere i documenti contabili e far sparire almeno in parte le prove sugli ammanchi di bilancio, non vi sarebbero indagati. Anche se quell’area del penitenziario poteva essere frequentata solo dalla Polizia Penitenziaria e dal personale amministrativo.
 
A originare l'inchiesta giudiziaria è stata un'ispezione avviata nel febbraio dello scorso anno dai funzionari inviati dal provveditore regionale alle carceri lombarde Luigi Pagano, già direttore di San Vittore a Milano e al Canton Mombello di Brescia. Gli ispettori milanesi avrebbero accertato alcune irregolarità contabili, tanto da consigliare due successivi sopralluoghi.
 
La conclusione delle ispezioni è pesante: nei libri contabili conservati al primo piano dell'istituto di via Poma ci sono tracce della sparizione di quasi un milione. Dai controlli sarebbe emerso anche un buco nelle forniture. Sarebbero spariti per anni derrate alimentari, impianti elettronici e strumenti destinati alla gestione del carcere.