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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/10/2012  -  stampato il 03/12/2016


Si fa prestare un Burqua ed evade dal carcere sotto il naso dei poliziotti in Danimarca

Scavare un tunnel nella cella? Lungo e faticoso. Calarsi con un lenzuolo dal muro? Imprudente. Scavalcare la recinzione? Azzardato. Sembra la sceneggiatura di un serial hollywoodiano l’evasione messa a punto da un detenuto in Danimarca: l’uomo è uscito dal portone della struttura carceraria coprendosi con un burqa. In pieno giorno e sotto gli occhi delle guardie.
 
FUGA IN BURQA - La scoperta dell’evasione è avvenuta solo dopo qualche ora quando gli agenti della Polizia Penitenziaria avevano effettuato il controllo all’interno delle celle. È accaduto sabato pomeriggio a Nyborg, cittadina danese a 130 km da Copenaghen. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, il detenuto aveva appena sostenuto un colloquio con un uomo e una donna andati a fargli visita. Ed è stata proprio in quest’occasione che il prigioniero, un ragazzo sulla trentina, si è fatto prestare il velo integrale dalla donna, il burqa di colore nero che le copriva sia la testa sia il corpo. Immediatamente sono state avviate le ricerche da parte della Polizia Penitenziaria e di quella danese, ricerche estese nel frattempo anche ai paesi dell’area Schengen. Dell’evaso, però, non c’è traccia.
 
RICERCHE - «Questo episodio deve fare riflettere, qualcuno ha commesso dei gravi errori», ha detto un rappresentante del sindacato della Polizia Penitenziaria all'agenzia Ritzau. Che aggiunge: devono essere riviste le normative sulle visite ai prigionieri. Il detenuto avrebbe lasciato il carcere assieme al visitatore maschio, la donna avrebbe seguito i due più tardi. Il fuggitivo, rassicura la polizia danese, non sarebbe pericoloso. In alcuni paesi europei (tra i quali Francia, Belgio e Svizzera) è in vigore il divieto di indossare in luoghi pubblici burqa, niqab o altri copricapi e indumenti etnici che rendano non identificabile il volto della persona.