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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/10/2012  -  stampato il 10/12/2016


Gli agenti penitenziari intervengono in tempo per salvargli la vita

 Nella Casa circondariale di Lucca si sfiora nuovamente la tragedia; gli agenti della Polizia Penitenziaria sono intervenuti, appena in tempo, per salvare la vita ad un detenuto che stava per impiccarsi. Nel 2011 più di 1.000 detenuti sono stati salvati dai tentati suicidi. La situazione delle carceri italiane rimane sempre precaria e disagevole per i poliziotti penitenziari che ci lavorano. (ndr)

“Esprimo il sincero e convinto apprezzamento del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, ai colleghi del Reparto di Polizia penitenziaria della Casa circondariale di Lucca che con il loro tempestivo intervento hanno salvato la vita, alle 12 circa di oggi, a un detenuto straniero che ha tentato il suicidio in cella mediante impiccamento. E’ ancora una volta solo grazie alla professionalità, al tempestivo intervento, alle capacità, all’umanità ed all’attenzione del Personale di Polizia Penitenziaria che un detenuto è stato salvato da un tentativo di suicidio.

Un gesto particolarmente importante e da mettere in evidenza, tanto che il SAPPE chiederà all’Amministrazione penitenziaria di Roma una adeguata ricompensa (lode o encomio) al Personale di Polizia che è intervenuto per salvare la vita al detenuto. Un gesto eroico e da valorizzare che nelle carceri italiane accade con drammatica periodicità: si pensi che nel solo 2011 la Polizia Penitenziaria ben 1.003 tentativi di suicidio di detenuti ed impedendo che i 5.639 atti di autolesionismo posti in essere da altrettanti ristretti potessero degenerare ed ulteriori avere gravi conseguenze. E solamente nei primi mesi del 2012, in Toscana, ci sono stati 4 suicidi, 110 ne ha sventati la Polizia Penitenziaria e 551 sono stati gli atti di autolesionismo - - ingestione di corpi estranei, chiodi, pile, lamette, pile; tagli diffusi sul corpo e provati da lamette”. Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, in relazione all’ennesimo evento critico accaduto nel carcere di Lucca .

“I nostri Agenti, a Lucca, pagano ancora una volta in prima persona le tensioni che si registrano nelle carceri. Parliamo di una realtà caratterizzata da un pesante e costante sovraffollamento penitenziario, che aggrava le già pesanti condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria. A fronte di 113 posti regolamentari, sono infatti sistematicamente presenti oltre 150 detenuti (erano 159 il 30 settembre scorso, più del 55% stranieri), mentre il Reparto di Polizia Penitenziaria conta la carenza di ben 45 agenti. Il suicidio sventato oggi dai nostri colleghi non deve passare inosservato perché è la dimostrazione concreta della realtà quotidiana della nostra professione di Baschi Azzurri è rappresentare ogni giorno lo Stato nel difficile contesto penitenziario con professionalità, senso del dovere, spirito di abnegazione e, soprattutto, umanità.”

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