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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/10/2012  -  stampato il 08/12/2016


Un detenuto tunisino evade fingendosi malato

Un'evasione a regola d'arte per un detenuto tunisino che è riuscito ad uscire dal carcere, fingendosi malato. Succede nel carcere di Verona. (ndr)

Chiha Abdelkader, un detenuto tunisino di 36 anni, è riuscito ad evadere dal pronto soccorso dove era stato trasportato dopo aver finto di essere azzoppato. E’ accaduto a Borgo Trento, in provincia di Verona.

FALSO MALATO – Chiha, condannato a sei anni per detenzione di un chilo e mezzo di eroina, ha fatto perdere le sue tracce mentre era in attesa di una radiografia.

Ne parla Alessandra Vaccari sul quotidiano L’Arena di Verona:
Chiha Abdelkader, 36 anni, tunisino adesso è braccato. L’altra sera, mentre era in carcere, ha finto di stare male al punto che prima è stato portato nell’infermeria, poi accompagnato per radiografie al pronto soccorso di BorgoTrento. Lamentava una frattura a una gamba. E lì caricato su una sedia a rotelle, visto che sosteneva di non poter camminare. La prima cosa da fare dunque, verificare che non si fosse rotto un osso. Il detenuto, scortato dalla Polizia Penitenziaria è stato accompagnato in sala raggi. E da lì approfittando di una porta aperta è scappato. Gli infermieri, presi alla sprovvista hanno dato l’allarme. La Polizia Penitenziaria per cercare di fermare l’uomo ha anche esploso in colpo in aria, ma lui, a questo punto «miracolato» andava più veloce di un fulmine. Il detenuto ha imboccato l’ingresso del pronto soccorso e da lì si è dileguato verso il parcheggio soprastante.È stato immediatamente dato l’allarme a tutte le forze dell’ordine che hanno subito cominciato le ricerche, ma fino a ieri del tunisino non c’erano tracce.

IL REATO DI PROCURATA EVASIONE – Il direttore del carcere, Maria Grazia Bregoli, ha fatto sapere:
“Non posso che ringraziare tutte le forze dell’ordine che ci hanno aiutato nelle ricerche”. “Questa è una fase molto delicata e non vogliamo interferire in alcun modo con il lavoro della magistratura. Ritengo che ai miei uomini non si possa imputare negligenza, ma altrettanto vero è che loro, come me, possono essere accusati del reato di procurata evasione”.

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