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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/10/2012  -  stampato il 10/12/2016


De Gesu, Provveditore Sardegna: nessun pericolo di infiltrazione mafiosa nell'isola

 "Nessun detenuto sottoposto al regime 41 bis verra' trasferito nelle nuove carceri di Tempio e Oristano che non hanno le strutture adeguate". Lo ha detto il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria Gianfranco De Gesu il quale, pero', non ha escluso che questo tipo di detenuti possano arrivare nei nuovi istituti di Sassari e Uta (Cagliari). "A Tempio e Oristano", ha aggiunto, "vi sono anche strutture per l'alta sicurezza ma gran parte degli istituti saranno destinati a detenuti comuni". 

De Gesu, parlando a margine della presentazione dell'intesa tra Anci e Dap per il reinserimento dei carcerati, ha detto di "non capire la preoccupazione dell'opinione pubblica locale per l'arrivo di detenuti mafiosi o camorristi". Secondo il provveditore, che ha lavorato dieci anni in Calabria e ha diretto per cinque il carcere di Palermo, nell'isola non "non vi e' alcuna possibilita' di infiltrazioni mafiose " in quanto "il terreno non e' favorevole". De Gesu si e' detto convinto che "se c'e' un posto dove detenuti mafiosi e camorristi non possono creare problemi e' proprio la Sardegna".

Facendo una panoramica sulla situazione delle carceri isolane, De Gesu ha messo in evidenza come negli istituti sardi vi sia una capienza di 2.200 posti che diventeranno circa 3.000 con le nuove strutture. Dei 1.100 sardi detenuti, 900 sono nei penitenziari dell'isola che ha quindi "un sistema largamente sovrabbondante rispetto alle esigenze del territorio". Rispondendo alle domande dei giornalisti sull'aperture degli altri due nuovi istituti, il provveditore si e' detto fiducioso per la consegna di quello di Sassari entro l'anno mentre per Uta "ci vorrebbe uno sprint che non se saranno in grado di realizzare".

AGI