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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/10/2012  -  stampato il 07/12/2016


Un detenuto appicca il fuoco alla cella e a se stesso, salvato dagli agenti penitenziari

Un incendio doloso nel carcere di Genova appiccato da un detenuto nella propria cella. I poliziotti penitenziari hanno tempestivamente salvato l'uomo che rimane ricoverato con gravi ustioni. Il carcere risulta essere pieno al di sopra delle sue possibilità tanto da avere il doppio delle persone rispetto a quelle previste. (ndr)

Un marocchino detenuto per spaccio di droga nel carcere di Genova Pontedecimo ha dato fuoco alla propria cella e a se stesso. L'uomo, salvato dagli agenti di Polizia Penitenziaria che sono immediatamente intervenuti, si trova ricoverato nel centro medico del carcere in gravi condizioni.

"La situazione - ha detto Roberto Martinelli, segretario generale del Sappe Liguria - è insostenibile. La popolazione detenuta è il doppio rispetto alla capienza regolamentare del carcere e gli agenti sono sotto organico di 60 unità. E' necessario che la politica assuma urgenti provvedimenti sul tema delle carceri, potenziando le misure alternative alla detenzione e favorendo l'espulsione dei detenuti stranieri che nelle carceri genovesi sono oltre il 60% dei detenuti".

"La situazione penitenziaria è sempre più incandescente - sottolinea Martinelli - A Pontedecimo oggi ci sono detenuti 97 uomini e 92 donne, 189 persone rispetto alla capienza regolamentare di 96 posti letto. La forza prevista del Reparto di Polizia Penitenziaria è di 161 unità mentre quella effettiva è di circa 100 unità. Dal 1 gennaio al 30 giugno 2012 a Pontedecimo ci sono stati 10 atti di autolesionismo, un tentato suicidio sventato, sette colluttazioni e persino l'evasione di un detenuto mentre fruiva di permesso premio".

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