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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/11/2012  -  stampato il 25/03/2017


Un mese di condanna per due colleghi accusati di essersi addormentati in servizio a Mamone

Sono stati condannati a un mese di carcere (pena sospesa) due agenti penitenziari della colonia penale di Mamone accusati di aver abbandonato il servizio cui erano addetti (posto di guardia, controllo dei detenuti con orario dalle 23,50 alle 8). Il giudice Morra li ha assolti dal capo B, ossia dal reato di cui all’art. 340 c.p. per avere, con il comportamento descritto nel primo capo d’imputazione, turbato la regolarità del servizio della casa circondariale di Mamone. Ieri A. N. prima e S. M. poi, hanno deposto in aula raccontato la loro versione dei fatti.

“Quella sera dopo che facemmo la conta dei detenuti andammo nel nostro “ufficio” e quando l’ispettore suonò al campanello ci stavamo cambiando. Ecco perché abbiamo tardato un po’ ad aprire. Non abbiamo mai lasciato il locale di nostra pertinenza, quindi non possiamo aver abbandonato il nostro servizio”.

Si sono difesi così i due imputati mentre il loro legale, l’avvocato Nazarena Tilocca, ha depositato agli atti una dichiarazione spontanea dell’ispettore che effettuò il controllo, con la quale sottolineava che non avrebbe mai immaginato che da quella situazione potesse scaturire una processo penale.

Ma per l’accusa, il 4 dell’ottobre 2007, anziché fare la conta dei detenuti e controllare se tutti erano presenti nelle loro celle, N. e M., si erano addormentati in uno stanzino di una delle diramazioni della colonia penale di Mamone, non rispettando il regolamento. Il pm Bocciarelli aveva chiesto la condanna a tre mesi.