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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/11/2012  -  stampato il 11/12/2016


A processo i Poliziotti Penitenziari accusati dell'evasione dal carcere di Imperia nel 2009

Farah Ben Faical Trabelsi, il tunisino di 38 anni (nella foto), è evaso il 7 luglio del 2009 ed è ancora oggi irreperibile.  L'evasione è avvenuta intorno alle 14.30, ma il personale se ne accorse soltanto verso le 23, anche perchè quest'ultimo proprio quel giorno avrebbe dovuto essere trasferito al carcere di Marassi, quindi, la sua assenza non destò inizialmente alcun sospetto.

Oggi a processo sarebbero emerse  la serie di casualità – tra cui la parziale disattivazione dell'impianto audio visivo di sorveglianza, per lavori sui sistemi di sicurezza - all'origine dell'evasione del detenuto.

E' quanto emerso, stamani, davanti al giudice monocratico onorario, Sonia Anerdi, di Imperia, all'apertura dell'istruttoria dibattimentale, durante la quale sono stati ascoltati 7 testi del pm: due agenti, un sovrintendente, un assistente capo, un addetto alla vigilanza, un ispettore e un commissario, tutti della Polizia Penitenziaria, che hanno contribuito a svelare alcuni retroscena dell'accaduto. 

Tre, in totale, gli imputati. Oltre all'evaso, anche due operatori della Polizia Penitenziaria di Imperia (questi accusati di omissione colposa): E. L., agente scelto e F. S., assistente capo. I due poliziotti, secondo l'accusa del pubblico ministero Alessandro Bogliolo (oggi sostituito con delega dal pm onorario Giorgia Trucchi) non avrebbero prestato le dovute attenzioni nel sorvegliare i detenuti e nel controllare le apparecchiature anti-evasione del piccolo penitenziario imperiese. 

Le casualità consistono, oltre che nella parziale disattivazione dell'impianto di videosorveglianza, anche nella disattivazione dei sensori delle barriere perimetrali del carcere, che non hanno fatto scattare i sistemi d'allarme. 

Il giudice ha, poi, aggiornato l'udienza al 25 marzo del 2013, per l'audizione dei testi della difesa. L'evaso si trovava in galera per fatti di droga ed avrebbe dovuto restare in carcere, fino all'8 marzo del 2025. Fanno parte del collegio difensivo gli avvocati: Mario Leone ed Erminio Annoni.