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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/11/2012  -  stampato il 04/12/2016


Agente condannato 5 anni e 4 mesi. Spacciava tra i colleghi del carcere del Bassone

Agente ventenne della Polizia Penitenziaria pacciava droga tra i colleghi del Bassone di Como, ora è arrivata la condanna di primo grado a 5 anni e 4 mesi di reclusione.
 
I carabinieri lo avevano arrestato in flagranza di reato, durante la compravendita di mezzo chilo di hascisc, un anno fa. Ieri il gup di Como Francesco Angiolini, lo ha condannato con rito abbreviato a 5 anni e 4 mesi di carcere, poco meno dei 6 anni chiesti dal pubblico ministero Massimo Astori. A far lievitare la condanna, è stato decisamente il contesto: lo spaccio di hascisc contestato a Carmine Clericuzio, ventisettenne agente di Polizia Penitenziaria del Bassone di Como (assistito dall’avvocato Carlo Salvo di Castrovillari), residente a Villa Guardia, avveniva tra colleghi, anche all’interno della casa circondariale.
 
Le indagini, svolte nel 2011, avevano coinvolto anche un collega di Clericuzio – Sabato Colucci, 27 anni, domiciliato a Cantù (Avvocato Giuseppe Sassi) – che ieri è stato rinviato a giudizio per aprile. Hanno invece patteggiato gli altri soggetti coinvolti: un anno e quattro mesi con pena sospesa per Mirko Cantaluppi, 31 anni di Bregnano (difeso da Luca Calabrò), accusato di passare lo stupefacente a Roberto Campone, 38 anni di Cadorago (avvocato Edoardo Pacia), mentre Davide Fossati, 27 anni di Casnate con Bernate (difeso da Francesca Binaghi), era entrato quasi incidentalmente nelle indagini, trovato con mezzo etto di cocaina (entrambi hanno patteggiato un anno e mezzo di condanna).
 
Clericuzio era stato arrestato un anno fa, poi trasferito ai domiciliari per otto mesi, ma la misura di custodia cautelare aveva raggiunto per un periodo anche Fossati e Campone. Oltre alle sanzioni penali per gli imputati, sono stati segnalati in Prefettura in qualità di consumatori di droga, anche i cinque colleghi di Clericuzio identificati tra gli acquirenti. Le indagini erano state coordinate dal sostituto procuratore di Como Massimo Astori, condotte in parte dagli agenti di Polizia Penitenziaria del Bassone, e successivamente dai carabinieri del Reparto Investigativo di Como.
 
A Clericuzio era contestato l’acquisto da Campone di cinque tavolette di hascisc, quasi mezzo chilo di stupefacente per un corrispettivo di 1800 euro, ceduta poi ai colleghi in quantitativi variabili tra i tre e dieci grammi, consegne che avvenivano sia all’interno del carcere, che nella sua abitazione di Villa Guardia, in cambio di dieci euro al grammo. Circostanze contestate in concorso anche a Colucci, relativamente agli acquisti di un collega. Davide Fossati ha invece patteggiato per la cocaina di cui era stato trovato in possesso a dicembre scorso, già suddivisa in dosi: la sua individuazione era avvenuta facendo accertamenti sulle frequentazioni degli indagati.
 
Il legale di Clericuzio - che aveva chiesto l'assoluzione in virtù del ricnscimento del consumo di gruppo dello stupefacente, ravvisando l'insussistenza della cessione - ha annunciato appello anche per far decadere l'aggravante dell'aver ceduto l'hascisc all'interno di una struttura carceraria, in quanto le contestazioni non coinvolgono “soggetti deboli”, vale a dire i detenuti. Tuttavia il gup ha depositato motivazioni contestuali al dispositivo di condanna, riducendo a soli quindici giorni i tempi per appellare.