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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/06/2010  -  stampato il 11/12/2016


Detenuto in manette? Fino al suo arrivo in aula regolare e legittimo.

"E' regolare e legittimo che i detenuti, ancorchè imputati, siano condotti con le manette durante le traduzioni. Lo prevede espressamente il regolamento: l'uso delle manette ai polsi è obbligatorio quando lo richiedono la pericolosità del soggetto o il pericolo di fuga o circostanze di ambiente che rendono difficile la traduzione". Lo precisa in una nota Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, dopo le polemiche sul fatto che Fabio De Santis, l'ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, è stato condotto oggi in manette dalla polizia penitenziaria, all'interno del tribunale del riesame di Firenze. Secondo Capece, ci sono delle circostanze che giustificano l'uso delle manette: "Solo in aula di udienza - aggiunge - il detenuto interviene libero nella persona salve le cautele necessarie per prevenire il pericolo di fuga o di violenze". "Ci stupiscono - aggiunge - le immancabili polemiche che accompagnano il vedere detenuti 'presunti eccellenti' in manette e l'impatto mediatico di cui godono spesso queste polemiche. Tutti i giorni la stragrande maggioranza delle traduzioni di detenuti avvengono con le manette, e giustamente sottolineo, perché garantiscono ordine e sicurezza. Ma le polemiche scoppiano con gli 'eccellenti'. Come se essere un qualsiasi sconosciuto, ancorchè detenuto, giustificherebbe comunque e a prescindere l'uso delle manette".

Fonte: virgilio.it