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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/11/2012  -  stampato il 04/12/2016


Arrestato l'ex. Direttore sanitario di "Poggioreale"

La foto tratte dal sito della trasmissione “Chi L’ha Visto” mostra le due donne i cui resti sono stati ritrovati all’interno della villetta, in via Palizzi71, in località Baia Verde a Castel Volturno. La villetta è di proprietà di Domenico Belmonte, marito di Elisabetta Grande e padre di Maria, le due donne scomparse nel 2004 delle quali non aveva mai denunciato la scomparsa.

CastelVolturno: Omicidio, sequestro di persona, occultamento di cadavere. Sono queste, secondo quanto si è appreso, le ipotesi di reato che la procura di Santa Maria Capua Vetere contesta a Domenico Belmonte, l’ex direttore sanitario del carcere di Poggioreale nella cui villetta di Baia Domitia, a Castelvolturno, sono stati trovati i resti dei corpi della moglie Elisabetta Grande e della figlia Maria.

Indagato a piede libero da ieri, stamane è stato arrestato.

Per otto lunghi anni non ha denunciato la scomparsa della moglie e della figlia continuando a ribadire che si trattava di un llontanamento volontario.

E invece, la polizia ha trovato lo scheletro delle due donne in una intercapedine tra il solaio del piano terra e il cemento, aprendo una porticina. Sulle ossa, solo la biancheria intima e accanto la borsetta con i documenti delle due donne.

Le salme sono state trasportate all’istituto di medicina legale di Caserta per l’autopsia.

L’indagine, seguita dal procuratore Corrado Lembo e dall’aggiunto Luigi Gay, è legata a un fascicolo aperto nel 2009 dopo la denuncia di scomparsa fatta dal fratello della donna. Domenico Belmonte è ancora in commissariato e la sua posizione è al vaglio degli inquirenti.

La perquisizione nell’abitazione casertana è scattata questa mattina alle 8 e i corpi sono stati trovati in una intercapedine adagiati a terra con l’aiuto del georadar.

Nel 2004 si pensò a un volontario allontanamento da casa delle due donne, anche se l’auto della moglie era rimasta parcheggiata all’esterno della casa.

La perquisizione, tra l’altro, ha mostrato una casa in condizioni igieniche precarie. 

Domenico Belmonte, sottolinea il suo legale Rocco Trombetti, è indagato insieme all’ex genero Salvatore Di Maio, anche lui ascoltato dagli inquirenti in queste ore. L’uomo avrebbe riferito di non aver mai denunciato la scomparsa della moglie e della figlia per vergogna, ritenendo fossero andate via. Belmonte avrebbe anche detto che i rapporti con la moglie vivevano momenti di crisi, ma non tali da essere giunti ad un punto di rottura.

Saranno gli esami medico-legali, disposti dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) a dire con certezza se i corpi sono quelli di Elisabetta Grande e Maria Belmonte, scomparse dal 18 luglio del 2004 e che oggi avrebbero avuto 74 anni, la prima, 43 la seconda. I corpi, senza alcun segno di violenza, sono stati trovati, adagiati l’uno accanto all’altro. 

Il marito e padre della due donne, Domenico Belmonte, 72 anni, medico, a lungo in servizio al carcere di Poggioreale, a Napoli, ieri è stato interrogato per ore negli uffici della Questura di Caserta dagli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Silvio Marco Guarriello. Ha respinto con determinazione ogni addebito. 

La storia delle liti nella famiglia Belmonte è difficile da ricostruire. Una ventina di anni fa, Domenico, direttore sanitario del sovraffollato penitenziario napoletano, sentendosi forse minacciato, decise di trasferire la famiglia nella loro casa di vacanza di Baia Verde a Castel Volturno. Tra quelle villette nascoste dalla vegetazione si sentiva più sicuro. 

A Baia Verde la moglie - un’insegnante in pensione originaria di Catanzaro - e la figlia con un matrimonio fallito alle spalle, hanno tentato di avviare anche un’attività commerciale che però non è andata bene mentre Domenico Belmonte, di tanto in tanto, faceva ritorno nella casa che la famiglia aveva nel centro storico di Napoli.

Dal 2004 delle due donne si sono perse le tracce. Domenico con le poche persone con le quali ha avuto contatti in questi anni, tra cui l’ex genero, ha sempre detto che si trattava di un allontanamento volontario. E nel giardino ha lasciato per tutti questi anni anche la macchina della moglie. Lui, descritto come un professionista scrupoloso ma ora visibilmente trascurato, non si è allontanato mai più da Baia Verde, da quella villetta diventata un cimitero.
 
Vestito malissimo usciva solo per curare il giardino. E trascorreva tanto tempo a leggere: oggi sul tavolo aveva un libro dal titolo `Liberaci dal male oscuro´, aperto al capitolo sulla depressione. Nessun contatto con i vicini.

fonte: repubblica.it